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Mentre proseguono gli sbarchi a Lampedusa, la questione Cpr tra i temi al centro del dibattito politico.

"Non siamo disponibili a nulla se parliamo di parole al vento. Io sono abituato a discutere di cosa si vuol fare", ha detto il presidente dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini a Radio24 rispondendo a una domanda sulla disponibilità della Regione a ospitare un Centro di permanenza e rimpatrio per i migranti. "Questo è il Governo che parla di autonomia - sottolinea - e che sta invece centralizzando tutte le decisioni a Roma senza confronto con gli enti locali".  Quelle sui Cpr "al momento sono parole al vento. Per me di Cpr non se ne parla assolutamente".

Secondo il governatore, in tema migranti "il governo ha pienamente fallito la gestione degli arrivi e loro redistribuzione", e anche "molti sindaci di centrodestra stanno dicendo che così non può funzionare. Ho chiesto un incontro al ministro Piantedosi, ancora senza risposta". In seguito il governatore ha spiegato di aver sentito il titolare dell'Interno: "Mi sono appena sentito con il ministro Piantedosi e ci siamo detti che ci vedremo a breve. Probabilmente ci sono stati dei misunderstanding per quanto riguarda la richiesta di incontro".  "Con Piantedosi non ho alcuna necessità o voglia di litigare perché l'ho conosciuto qui" e "lo ricordo come un ottimo prefetto di Bologna. Da parte mia c'è solo volontà di collaborazione", ha concluso.

"Io delle politiche migratorie del governo penso, come tutti gli italiani, che siano un disastro però non è il momento di dare giudizio - così il governatore pugliese Michele Emiliano -. Se il governo ha bisogno della Puglia bussa, chiede e la Puglia è a disposizione".

Bonaccini osserva: "Se il Governo decide di fare tutto a Roma... parlano di autonomia e poi dall'alluvione ai migranti centralizzano tutte le decisioni senza alcun confronto con le Regioni e con gli enti locali, senza un piano condiviso", "se ne assumeranno la responsabilità, continueranno a sbagliare".

Il presidente della regione Emilia-Romagna chiede attenzione al governo su quattro punti: un tavolo operativo sui migranti, accoglienza diffusa, equa ripartizione, stanziamento di fondi adeguati ai comuni per l'accoglienza dei minori non accompagnati che "sono tutti a carico degli enti locali".

"Non abbiamo capito ancora cosa voglia realizzare il Governo, quindi siamo nell'impossibilità di esprimerci. Noi abbiamo già qui centri di accoglienza": così il governatore Vincenzo De Luca sul piano per i Centri di permanenza per il rimpatrio dei migranti, che prevede la realizzazione di un Centro in ogni regione. "Sono convinto sia un problema drammaticamente complesso, nel quale dovremmo fare uno sforzo per evitare demagogia e propagandismi, come quelli che abbiamo conosciuto da parte dell'attuale maggioranza. Dovremmo trovare una linea di condotta comune nel Paese, perché il tema è di una complessità enorme, epocale".

"Abbiamo già dato al ministro Piantedosi la disponibilità a collaborare - ha detto il presidente della Liguria Giovanni Toti parlando della disponibilità a realizzare anche in Liguria un Centro per il rimpatrio dei migranti - per dare un'ordinata risposta a una crisi che non è risolvibile in pochi giorni e neppure esclusivamente a livello nazionale". "I Cpr hanno molto senso se aumentano gli accordi di rimpatrio, sono importanti, ma lo sono tanto quanto saremo in grado di attivare accordi di reimmissione degli immigrati negli Stati d'origine. Al momento riportiamo i cittadini solamente in Tunisia, Egitto e Nigeria ed è una piccola parte di coloro che arrivano", aggiunge Toti.

Intanto il portavoce del Servizio Esterno dell'Ue, Peter Stano, rispondendo ad una domanda sulla possibilità di una missione navale Ue per bloccare le partenze dalla Tunisia, ha spiegato che "al momento non c'è alcuna decisione europea su missioni navali", ha aggiunto. "Non entriamo in dettagli e non commentiamo idee o proposte che emergono a livello nazionali. Ricordo che qualsiasi missione europea è uno strumento di politica estera e di sicurezza comune. Qualsiasi decisione su queste missioni è nelle mani dagli Stati membri e va presa all'unanimità dei 27".

 

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