ROMA – Un ordine di evacuazione per tutti coloro che vivono nel nord della Striscia di Gaza, circa un milione e 100mila persone secondo stime dell’Onu, è stato comunicato oggi dall’esercito di Israele.

Stando alle informazioni diffuse, anche attraverso un video postato sui social network delle forze armate, gli spostamenti dovrebbero avvenire entro 24 ore.

In una nota le Nazioni Unite hanno confermato di aver ricevuto comunicazione dell’ordinanza e hanno denunciato che rispettare la richiesta di Tel Aviv è “impossibile senza conseguenze disastrose sul piano umanitario”.

Stando all’ultimatum israeliano, tutte le persone dovrebbero spostarsi a sud del fiume Wadi Gaza, che taglia la Striscia nel suo settore centrale.

OGGI LA RIUNIONE DI EMERGENZA DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA ONU

Riunione di emergenza oggi del Consiglio di sicurezza dell’Onu, a New York. A partecipare, al Palazzo di vetro, nel pomeriggio, saranno i 15 Paesi membri dell’organismo, compresi quelli con diritto di veto: Stati Uniti, Gran Bretagna, Cina, Russia e Francia.

OMS: ATROCITÀ A GAZA, EVACUARE PAZIENTI GRAVI È IMPOSSIBILE

Per persone malate e vulnerabili ricoverate in ospedale e dipendenti da supporti medici per la propria sopravvivenza, l’ordinanza di evacuazione diffusa da Israele per il nord e il centro della Striscia di Gaza equivale a “una condanna a morte”: lo ha detto oggi Tarik Jasarevic, portavoce dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

Secondo il responsabile, le autorità sanitarie della regione palestinese hanno già comunicato all’Oms l’impossibilità dei trasferimenti. “Ci sono persone gravemente vulnerabili, ferite, la cui sopravvivenza dipende da ventilatori meccanici o altri supporti” ha detto Jasarevic. “Spostare queste persone equivale per loro a una condanna a morte e chiedere agli operatori sanitari di farlo è incredibilmente crudele”.