di BRUNO TUCCI

Pd, crollo nei sondaggi: c’è chi sorride e mette il punto esclamativo sul nuovo “record” del fu Pci a gestione Elly Schlein.

Dal 12 marzo scorso, cioè da quando lei è diventata segretaria del Pd, il maggior partito dell’opposizione non era mai caduto così in basso: 19,3 è la cifra che si accompagna alla sua persona.

E’ tutta colpa di Elly  un simile tracollo? E’ davvero una debacle che si deve soltanto a lei? A questo punto si deve spezzare una lancia in suo favore partendo dal giorno in cui vinse a sorpresa le primarie.

Nessuno avrebbe puntato nemmeno un euro sulla vittoria dell’outsider, tanto più che gli alti esponenti del partito avevano già scelto chi avrebbe dovuto guidare i dem: Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia Romagna e quindi capo della Schlein, sua vice.

Invece, quando al voto arrivarono anche le cosiddette forze esterne il risultato si capovolse facendo storcere la bocca al gotha del Pd e anche a quanti in Itaalia avevavno un po’ di cervello. Alle primarie votano gli iscritti al partito, non i passanti.

Da allora sono cominciati i guai della Schlein dovendo guidare un partito diviso in tante correnti: tre, sei, dieci. Chi la pensava in un modo, chi in un altro, comunque quasi sempre contro di lei.

Troppo vicina alla sinistra-sinistra? Incapace di prendere una posizione ben precisa? Un linguaggio ermetico che non arrivava ai vecchi militanti? Insomma, si trattava di mettere una pezza a tutti i buchi che si erano aperti negli ultimi anni fino ad arrivare a Enrico Letta che fu costretto a mollare la poltrona di via del Nazareno perché fallita l’idea del campo largo, non sapeva più a chi dare i resti.

Si apriva un baratro nel Pd, ma Elly avrebbe saputo come superarlo. Se dobbiamo dar retta ai numeri, non si è raggiunto nessun risultato perché il 19,3 è un sondaggio che deve far riflettere.

Analizziamo la situazione: ci sono due donne al timone del paese. Certo Giorgia è il presidente del Consiglio, mentre Elly è solo la segretaria di un partito, comunque forte. Non era mai successo in Italia e forse nessuno avrebbe potuto prevederlo. Però la realtà è questa ed è necessario pensare al futuro dell’Italia che oggi non naviga in acque tranquille in specie se si guarda alla situazione economica.

Ora: che cosa si aspettano gli italiani? Quali sono le maggiori difficoltà che si debbono risolvere? Andiamo al sodo e cioè a quello che pensa una gran parte della gente che talvolta non riesce a mettere insieme il pranzo con la cena. (Anche se poi nei primi 9 mesi del 2023 le vendite di automobili nuove sono aumentate del 20%).

Il carrello della spesa, le bollette della luce e del gas, i libri per la scuola dei figli, l’indispensabile abbigliamento. Tutta una serie di problemi che angosciamo migliaia di famiglie.

Quale potrebbe essere la svolta? Facciamo una ipotesi che potrà lasciare esterrefatti. Ma se riflettiamo sull’ultimo episodio che ha sconvolto milioni di italiani, forse qualche risultato positivo si potrebbe raggiungere. Parliamo dell’omicidio della povera Giulia ad opera del suo ex fidanzato.

Ebbene, in questo caso le due donne che hanno da noi un gran peso si sono immediatamente messe d’accordo. All’orrore bisognava rispondere subito con un disegno di legge che mettesse fine (o quasi) alla violenza sulle donne. Lasciamo andare il patriarcato e tutti gli altri argomenti che non affrontano il problema.

In quattro e quattr’otto Giorgia ed Elly si sono trovate d’accordo e dopo aver convocato il Parlamento (compito della premier) in aula si è raggiunta una maggioranza assoluta senza nemmeno un voto contrario o un astenuto. Cosa vuol significare questa svolta, semplice ma efficace?

Che se si vuole e si ha il coraggio di prendere di petto gli argomenti che ci affliggono, il risultato lo si può raggiungere rendendo meno difficile la vita degli italiani. E’ un pensiero che probabilmente (o anche sicuramente) non piacerà agli abitanti del Palazzo.

Ma forse se si organizzasse un sondaggio a questo proposito non si avrebbero più sorprese, perché la gente comune è stanca di litigi, di divisioni, di polemiche che non raggiungono nessun obbiettivo se non quello di rimanere al palo. E’ questo che vogliono gli inquilini di Montecitorio e di Palazzo Madama (e perché no di Palazzo Chigi?)