Israele ha dichiarato il presidente del Brasile Luiz Inácio Lula da Silva 'persona non grata' per le sue accuse a Israele di aver compiuto un genocidio a Gaza paragonando l'operazione israeliana nella Striscia alle azioni di Adolf Hitler e all'Olocausto. Lo riporta il Guardian. Dopo aver convocato l'ambasciatore del Brasile, il ministro degli Esteri israeliano Israel Katz ha promesso: "non dimenticheremo né perdoneremo. È un grave attacco antisemita. A nome mio e dei cittadini israeliani, dite al presidente Lula che è persona non grata in Israele finché non si riprenderà la situazione".

Intanto il ministero degli Esteri del Brasile ha richiamato il proprio ambasciatore in Israele, Fred Meyer, per consultazioni.

La disposizione avviene all'indomani della decisione di Tel Aviv di dichiarare il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva 'persona non grata' per aver accusato lo Stato ebraico di aver compiuto un genocidio a Gaza, paragonando le azioni delle forze armate israeliane in Palestina - a seguito degli attentati di Hamas del 7 ottobre scorso - all'azione di Adolf Hitler e all'Olocausto.

 

Israele avverte: 'Ostaggi liberi entro il Ramadan o le operazioni militari a Rafah andranno avanti'

Le forze israeliane amplieranno le operazioni militari a Rafah se gli ostaggi tenuti da Hamas non verranno restituiti entro l'inizio del Ramadan, ha detto il ministro del gabinetto di guerra Benny Gantz. "Il mondo e i leader di Hamas devono sapere che se entro il Ramadan i nostri ostaggi non saranno a casa i combattimenti continueranno nell'area di Rafah", ha affermato ieri Gantz alla Conferenza dei presidenti delle principali organizzazioni ebraiche americane tenutasi a Gerusalemme. "Lo faremo in modo coordinato, in dialogo con i nostri partner americani ed egiziani, per facilitare le evacuazioni e ridurre al minimo le vittime civili", ha aggiunto Gantz.

Citando fonti militari israeliane, il sito della Reuters riferisce intanto che Israele prevede di continuare le operazioni militari su larga scala a Gaza per altre 6/8 settimane mentre si prepara ad entrare a Rafah, la città più a sud della Striscia. Secondo le stime dei vertici militari, in questo lasso di tempo si possono ridurre in modo significativo le capacità di Hamas favorendo il passaggio a una fase di minore intensità caratterizzata da attacchi aerei mirati e da operazioni delle forze speciali.

L'esercito israeliano ha ordinato la chiusura di numerose strade nel nord del Paese, al confine con il Libano, per le situazione con gli Hezbollah. Lo hanno riferito i media e il Consiglio regionale della zona ha spiegato che la chiusura è in vigore fino a nuovo ordine.

Netanyahu limita agli arabi l'accesso alla Spianata delle moschee, Hamas insorge: 'Vìola la libertà di culto'

Israele limita l'ingresso degli arabi alla Spianata delle moschee durante il Ramadan e Hamas parla di "violazione della libertà di culto", incitando i palestinesi alla mobilitazione.

Immediata la replica di Hamas, che  ha definito la decisione di Israele "una violazione della libertà di culto" e ha invitato i palestinesi a "mobilitarsi, a marciare ed essere presenti nella moschea di al-Aqsa", che si trova nel complesso religioso di Gerusalemme.

In un comunicato citato dai media internazionali, il movimento islamista ha affermato che la mossa dello Stato ebraico "indica l'intenzione dell'occupazione di intensificare la sua aggressione contro la moschea di al-Aqsa durante il mese di Ramadan" e ha fatto quindi appello ai palestinesi che vivono nei "territori occupati", a Gerusalemme e in Cisgiordania "a respingere questa decisione criminale e a resistere all'arroganza dell'occupazione".

Il gruppo al potere nella Striscia di Gaza ha inoltre avvertito che la limitazione dell'accesso alla moschea "non avverrà senza responsabilità". Anche un membro della Knesset israeliana, Ahmad Tibi, ha definito la decisione di Netanyahu di limitare l'accesso alla moschea di al-Aqsa una "palese violazione della libertà di culto". In una dichiarazione condivisa sui social media, Tibi ha descritto Netanyahu come un "prigioniero" del "terrorista condannato Ben-Gvir" (il ministro della Sicurezza nazionale israeliano) e ha affermato che "è tempo che il presidente Biden imponga sanzioni allo stesso Ben-Gvir". Tibi ha aggiunto che "il divieto per i musulmani di pregare nella moschea durante il mese sacro del Ramadan merita di essere discusso alle Nazioni Unite".

L'agenzia di stampa palestinese Wafa afferma che almeno 70 persone sono morte e diverse altre rimaste ferite nei bombardamenti israeliani di ieri sulla Striscia di Gaza. Secondo la Wafa, le vittime sono in gran parte donne e bambini. I raid hanno colpito in particolare Nuseirat, Zawaida, Deir al-Balah, Khan Yunis e la città di Gaza. L'ultimo bilancio fornito dal Ministero della Sanità palestinese gestito di Hamas parla di almeno 28.985 morti e 68.883 feriti nella Striscia dal 7 ottobre scorso.

Almeno 70 persone sono morte e diverse altre rimaste ferite nei bombardamenti israeliani di ieri sulla Striscia di Gaza, secondo l'agenzia di stampa Wafa. Danni a un mercantile davanti le coste dello Yemen. Oggi l'Ue lancia la missione Aspides, contro gli attacchi Houthi alle imbarcazioni commerciali nel Mar Rosso e nel Canale di Suez.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha accettato la richiesta del ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, di limitare l'ingresso degli arabi israeliani al complesso del Monte del Tempio/Spianata delle Moschee durante il Ramadan, nonostante il parere contrario dello Shin Bet. Lo scrive Hareetz. L'ufficio del premier israeliano ha definito "equilibrata" la decisione di Benjamin Netanyahu di limitare l'ingresso degli arabi israeliani al Monte del Tempio/Spianata delle Moschee durante il Ramadan e ha affermato che essa "consente la libertà di culto entro i limiti delle esigenze di sicurezza determinate dalle autorità di sicurezza".