di MARIO PICCIRILLO

ROMA – Sacrilegio: gli album delle figurine ufficiali degli Europei 2024 sono sbagliati. Mancano alcuni giocatori importanti dell’Inghilterra come Saka, John Stones e Phil Foden per questioni contrattuali. In compenso c’è il Galles, che invece è stato eliminato alle qualificazioni, e alcuni giocatori marginali come Ebereche Eze e Callum Wilson. L’album con la licenza Uefa lo produce Topps, che prima era famosa soprattutto per le figurine del baseball. Poi sul mercato – un po’ romantico ma molto corporativo – delle figurine del pallone è piombata la Uefa. Ed è scoppiata una sorta di “guerra”. Con la Panini, e con chi sennò?

Lo racconta il Telegraph, perché in Inghilterra c’è una cultura della figurina che ricorda molto quella italiana. E perché da domani Marks & Spencer (la catena di supermercati più elegante d’Inghilterra) regalerà pacchetti di figurine Panini in edizione limitata sugli Europei a chiunque spenda più di 20 sterline. Il Telegraph sottolinea che incredibilmente il fascino delle figurine resiste anche nell’era digitale.

Fino a poco tempo fa Panini dominava il mercato. Poi la Uefa nel 2022, dopo una collaborazione durata 46 anni, ha detto basta e ha fatto un accordo per gli Europei del 2024 con Topps. La Panini però può ancora produrre i propri album per Euro 2024, anche se senza l’imprimatur della Uefa. E poi ci sono i pacchetti Home Nation, quelli distribuiti tramite M&S, che contengono 50 adesivi in ​​edizione limitata e coprono Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord. Secondo Jamie Redknapp – che un tempo era una figurina tra le più ricercate degli scambi degli anni ’90 – la nuova iniziativa M&S “è bella. Penso solo che sia una buona cosa, perché tutto ciò che tiene i tuoi figli lontani dagli schermi per un minuto è una cosa buona. Le figurine del calcio potrebbero sembrare un po’ retrò , ma se ci pensi, ci sono tanti aspetti positivi, comprese le capacità imprenditoriali di scambiare le carte al parco giochi”.

Il Telegraph ricostruisce anchela storia della Panini, a cominciare “dai fratelli Panini – Benito e Giuseppe – nella loro città natale, Modena. I fratelli si resero conto di aver trovato qualcosa quando le loro primissime uscite – che raffiguravano fiori e piante e dovevano essere incollate con un tubo di colla separato – vendettero tre milioni di figurine nel 1960. Passarono al calcio un anno dopo ed entrarono nel mercato britannico alla fine degli anni ’70. All’inizio degli anni ’80, The Sun e Daily Mirror combattevano una battaglia disperata per i diritti di distribuzione. Mentre il Sun avrebbe potuto vincere la battaglia, il Mirror vinse la guerra quando il suo famigerato proprietario Robert Maxwell intervenne e acquistò Panini nel 1988 per poco meno di 100 milioni di sterline”.

“L’azienda ha sofferto sotto la proprietà di Maxwell – il truffatore che ora è forse meglio conosciuto come il padre della collaboratrice di Jeffrey Epstein Ghislaine Maxwell – poiché ha utilizzato le loro riserve finanziarie per sostenere altre parti del suo impero economico. Impiegava i carcerati – una svolta ironica data la sua esposizione postuma come truffatore – per mettere le figurine nei ​​pacchetti“.

“Nella confusione che circondò la morte in mare di Maxwell nel 1991, la Panini perse i diritti sulla nuova Premier League, permettendo invece alla Merlin – una società formata da quattro ex dipendenti Panini scontenti – di intervenire. Panini è riuscita a riprendersi quel mercato solo nella stagione 2019-20”.