È una promessa, soltanto una promessa... Attesa da tanto tempo peró. Che rinnova il sottosegretario agli Esteri Ricardo Merlo nell’incontro alla Casa degli Italiani giovedì pomeriggio. A Montevideo ci sarà una nuova struttura consolare che sarà costruita all’interno della sede dell’Ambasciata. Nel frattempo sarà affittato un altro locale a cui destinare una parte del lavoro e così intervenire per risolvere i problemi più urgenti. Non c’è ancora nulla di concreto sull’indecente caso del Consolato di Montevideo ma se vogliamo essere ottimisti potrebbe essere un segnale importante dopo anni di silenzi. Con Merlo a informare la collettività c’è anche Luigi Maria Vignali, il direttore del Dipartimento italiani nel mondo della Farnesina. Che usa un tono diverso rispetto al sottosegretario, decisamente meno trionfalistico e più possibilista. Perché c'é anche il timore -espresso da alcuni interventi durante il dibattito- che il progetto possa naufragare nel caso di un’eventuale caduta del Governo gialloverde e finire nel dimenticatoio. O che manchino i soldi per attuarlo... Merlo si mostra fiducioso e sicuro di sé raccontando le ultime evoluzioni della vicenda: "Oggi ci siamo riuniti con un gruppo di architetti per analizzare il progetto. Sarà una struttura di 650 metri quadrati al coperto in grado di soddisfare le esigenze di questa grande comunità. Ma la cosa più importante che bisogna sottolineare è che sarà un bene di proprietà dello Stato e non ci sarà Governo che possa chiuderlo. In soli 7 mesi di lavoro siamo riusciti ad aprire una sede chiusa dal Partito Democratico e proseguiremo su questa strada in altre città dove esistono forti carenze. Abbiamo trovato una situazione disastrosa, la responsabilità è stata di tutta una classe politica. La priorità assoluta in Uruguay adesso è quella di trovare subito una sede da affittare per alleggerire il carico di lavoro in attesa della costruzione del nuovo immobile. Abbiamo già visto 6 posti vicino l’Ambasciata". Ma quando arriverà questa nuova sede? E chi stanzierà i fondi necessari per costruirla? Con un governo, quello giallo verde, senza liquidità e non molto attento agli italiani nel mondo...... E ancora: Montevideo resterà una Cancelleria consolare oppure verrà rielevata la categoria di Consolato come era in passato? Lo chiede a gran voce Filomena Narducci nel suo intervento pungente. Lo pensano in molti in Uruguay. "Ci vorrà tempo" risponde il senatore italo-argentino mostrando una timida prudenza e cercando di sciogliere i dubbi... "Non voglio dire quando ma spero in un anno o in un anno e mezzo. Spero di poter venire io a inaugurarlo oppure sarà un altro non importa. Il nostro obiettivo è farlo diventare un consolato, io ne sono assolutamente convinto, ma bisogna aspettare il tempo. Con un investimento del genere è difficile che possa restare solo una cancelleria". L’equilibrio precario su cui si regge questo esecutivo tra Lega e 5 Stelle non sembra preoccupare più di tanto il presidente del Maie che insiste sul fatto che si tratta di "una politica di Stato e non di Governo e resterà indipendentemente dai possibili cambiamenti".

"La politica in Italia è dinamica, imprevedibile" riconosce diverse volte tranquillizzando il pubblico "ma su questa rivendicazione siamo tutti d’accordo. La decisione è stata già presa. L’opera si farà anche nel caso in cui dovesse cadere il Governo". Se Merlo asserisce che la decisione é stata già presa significa che esiste già un atto pubblico, un testo che il ministro Moavero ha già firmato. Quindi la Farnesina dovrebbe già cominciare a preparare i capitolati di appalto... O si tratta soltanto di intenzioni, lodevolissime, del sottosegretario? E se esiste già un impegno perché spendere soldi per prendere un fitto un altro locale? Che, secondo i calcoli dell’Ambasciata circa il 40% degli utenti verranno subito indirizzati in questa nuova struttura da affittare temporaneamente. "Questa misura rappresenta il primo passo per risolvere il problema degli spazi inadeguati e avrà diverse prerogative tra cui Informazioni al pubblico, consegna e recezione di documenti - spiega Merlo - I servizi più importanti, ossia i passaporti e la cittadinanza, rimarranno per il momento dove sono..." "Sí, é vero. Oggi giorno gli spazi della Cancelleria consolare di Montevideo sono inaccettabili". Con queste parole inizia il suo intervento Luigi Maria Vignali elogiando il lavoro fatto in questi anni: "La nostra visita è una dimostrazione di vicinanza che arriva subito dopo quella del ministro degli Esteri Moavero. Nonostante le poche risorse a disposizione, il personale dell’Ambasciata ha fatto sforzi encomiabili come dimostrano i numeri che hanno chiuso lo scorso anno con 11mila passaporti. Oggi abbiamo visto con i nostri occhi le difficoltà che vivono i nostri connazionali qui, io non so se riusciremo a risolvere tutti i problemi ma di certo ce la metteremo tutta cercando di fare cose concrete. Abbiamo bisogno però anche del vostro appoggio per combattere la disinformazione. Il progetto che abbiamo in preparazione è fantastico, vorremmo che Montevideo diventasse un modello per il resto del mondo". Già, ma sono solo intenzioni, lodevolissime, ripetiamo, o c'é già qualcosa di concreto? Si costruirà il consolato? E nell'attesa si fitterá un locale? É già stata stanziata una cifra? E dove, e con quali soldi? É stato detto nell'attuale spazio in cui sorge l'Ambasciata, ma non esiste già da tempo un bando pubblico per la vendita di una parte del terreno? Interrogativi a cui bisognerebbe dare risposte certe e immediate... Non solo promesse...

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