Era conosciuta come Dona Didi, ma il suo vero nome era Adriana Falangola Benjamin. È morta a Recife, nemmeno un anno dopo aver ricevuto, a 99 anni, nel marzo scorso, la cittadinanza onoraria da parte delle autorità comunali. Dona Didi era un personaggio celebre, una delle prime protagoniste del cinema muto pernambucano.

Dona Didi infatti era la figlia unica di Ugo Falangola, un pioniere del primo cinema ed era
arrivata in Brasile con la famiglia quando aveva appena 11 mesi. Ma già a sei anni iniziò la vita artistica, partecipando ai film del padre e del socio J. Cambieri, i quali assieme fondarono nel 1920 la Pernambuco Films.

Si trattava della prima casa cinematografica dello stato. In totale produssero quattro corti e
due lungometraggi uno dei quali restò incompiuto: ‘A vida de Santa Terezinha’. Fu protagonista nel 1925 di ‘Veneza americana’ documentario su Recife. Dona Didi poi si sposò con Milton Benjamin, con il quale ebbe sette figli. Attrice prima, ma anche
molto attiva successivamente all’interno della società italiana in quella parte del Brasile.

Frequentava i club più popolari del periodo, come ad esempio il Clube Nautico Capibaribe, del quale il padre era uno dei consiglieri. Il cinema in Brasile ha una
storia che risale all’8 luglio 1896, la prima rappresentazione della nuova arte, per iniziativa di un belga, Henru Paillie. E come nello stato di Pernambuco, anche in tutto il Paese furono gli italiani ad essere i pionieri.

Da Pascoal Segreto, campano della provincia di Salerno, sua la prima sala a Rio de Janeiro, si chiamava ‘Salão de Novidades Paris’ per arrivare ad Affonso Segreto, il fratello, che realizzò il primo film in Brasile: ‘Uma vista da Baia de Guanabara’ che fu poi proiettato all’inizio, era il 1898, nella sede del Jornal do Comercio. Affonso Segreto è
ritenuto il primo cineasta brasiliano.

Sandra Echenique