L’Italian American St. Joseph Society si è riunita a New Orleans per l’annuale presentazione, giunta alla 48ª edizione, che si è tenuta all’Auburn Park’s Newman Bandstand. Ragazze, chiamate ‘Maids’, dai 5 ai 23 anni, figlie, nipoti, cugine e amiche, vestite di bianco con lunghi guanti e una fascia tricolore che celebrano il patrimonio italiano per una tradizione che continua e che riunisce la comunità italo-americana locale.

E si tratta solo dell’inizio perchè per il fine settimana è atteso il ‘più grande piatto di pasta al mondo’, un’altra tradizione che si ripete negli anni. E dopo la pasta anche la parata, con gala, nel Quartiere Francese di New Orleans: 15 carri allegorici, bande musicali e tanto altro divertimento.

L’Italian American St. Joseph Society, una delle più grandi organizzazioni etniche del Southeastern degli Stati Uniti, associazione fondata da Joseph Cardenia e un gruppo di amici nel 1970 e dagli iniziali otto membri, è arrivata presto a quota 1500 con la missione di mantenere il patrimonio culturale italiano a New Orleans, dove tra il 19º e il 20º secolo arrivarono tanti emigranti. Le feste poi si moltiplicano durante il periodo che porta a San Giuseppe (19 marzo), che poi dà il nome alla associazione.

E proprio la festa-parata rappresenta un momento unico per tutta New Orleans e non solo gli italo-americani. Canti, balli, baci, gastronomia e la tarantella che viene suonata tutta la sera. Si tratta di una spettacolare organizzazione che accoglie ogni anno migliaia di persone e che permette agli italo-americani di New Orleans, ma non solo, di ritrovarsi uno accanto all’altro in un ambiente di festa e divertimento. Attualmente la Italian American St. Joseph Society è presieduta da Peter Gilberti con Ed Catiore nell’importantissimo ruolo di ‘Events Coordinator’, colui il quale si occupa delle celebrazioni che raggiungono nella prima metà di marzo il picco più elevato.

Caterina Pasqualigo