PFM, Premiata Forneria Marconi, rappresenta il rock italiano senza età. Ecco allora che
in tutto il mondo i membri della celebre band continuano a suonare la loro musica. L’ultimo appuntamento a Rio de Janeiro, dove migliaia di persone si sono radunate per ascoltare a Vivo Rio le note del gruppo italiano. Un tour mondiale che non poteva saltare il Brasile, dove tanti sono i fan della PFM, per i brani più conosciuti, ma anche l’ultimo album ‘Emotional tatoos’. Alla guida del gruppo lo storico Franz Di Cioccio, uno dei fondatori della band, con il bassista Patrick Djivas i soli della formazione originale che fu creata nel 1970 a Milano.

“Abbiamo fatto oltre 6.000 concerti – ha spiegato Di Cioccio, voce della PFM oltre che ad esserne il batterista – e oltre a eseguire gli arrangiamenti originali, puntiamo sempre sulla improvvisazione. La nostra longevità deriva dal fatto che suoniamo sempre quello che ci piace, senza pensare se il marketing è d’accordo oppure no. Per noi da sempre la cosa più importante è quella di salire sul palco e goderci ogni singolo momento. Per questo non usiamo computer o sequenziatori, per poterci sentire liberi, suonare e improvvisare. E i nostri fan sanno che ogni concerto sarà diverso da quello precedente. Ecco spiegato il nostro modo di essere felici dopo tanti anni. Continuiamo a fare innovazioni, cambiando sempre il nostro modo di suonare, dal momento che il rock progressivo non ha uno stile chiuso. Si tratta di musica libera, proprio come il jazz o il rock”.

La storia della PFM ebbe inizio con un singolo, lanciato nel 1971: ‘Impressioni di settembre / La carrozza di Hans’ e fu un nuovo suono che invase l’Italia, unendo stili differenti, elementi diversi che conquistarono subito il pubblico, prima quello italiano poi in tutto il mondo. Un successo che non si ferma anche a quasi cinquant’anni dalla fondazione della band e dopo 48 album.

Sandra Echenique