Dopo un anno e cinque mesi di indagini da parte dell’Aeronautica Civile colombiana, è emersa la verità sul disastro aereo che portò alla morte di 71 persone, tra cui i calciatori della Chapecoense, membri dello staff e giornalisti, sulle montagne di Medellin. La squadra brasiliana avrebbe dovuto disputare la finale della Coppa Sudamericana, partita mai disputata a causa del terribile schianto.

Finalmente è stata fornita una risposta sulle regioni dell’incidente. L’aereo è precipitato perché mancava carburante. Le autorità hanno spiegato che la “compagnia aerea LaMia ha volato da Santa Cruz (Bolivia) a Rionegro (Colombia) senza i requisiti di quantità minima di combustibile richieste dalle norme internazionali. Inoltre nella tratta coperta dal volo serviva una quantità di 11.603 kg, mentre l’aereo ne aveva a bordo 9.300: dunque, c’era “un deficit di 2303 kg di carburante”.

L’aspetto più inquietante è che “sia la società che l’equipaggio erano a conoscenza della limitata quantità di carburante per completare il volo a Rionegro, ciò nonostante hanno deciso di non far scalo in un altro aeroporto per rifornirsi della quantità minima di carburante per completare il viaggio in piena sicurezza”.