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Maturandi, anzi maturi, scolasticamente maturi: saranno promossi, come ogni anno, con percentuali tra il 96 e il 99 per cento a seconda degli Istituti. Maturandi che ci si ostina a raccontare come sottoposti ad un esame trita giovani, spremi cervelli, turba notti.

Quando invece nella realtà non è un esame, è una timbratura burocratica.  Come il segno che ti stampigliano sul passaporto quando varchi frontiera.  Perché non te lo mettano quel passi, entri pure, devi averla fatta molto molto grossa. Non è un esame da tempo.  Perché il concetto di esame suppone selezione, setaccio. Di fatto annullati.  E la stessa valutazione è stata ammorbidita, annacquata, resa flebile da non turbare. Se è un esame la maturità, è un esame facile facile. La prova è che lo superano praticamente tutti.  Però è uno show, un palcoscenico, una vetrina. Dove si può guardare, vedere, toccare con mano quanto i maturandi siano ignoranti.

Dante un poeta di Milano. E D’Annunzio un estetista (magari se ci mettevano l’apostrofo era perfetto). E Gente di Dublino libro ambientato a Londra (battuta quindi dalla realtà liceale la barzelletta delle medie dove si domandava a Pierino di che colore fosse il cavallo bianco di Napoleone).  E Gioconda dipinta da Giotto.  E i partigiani che combattevano con Mussolini e Hitler che voleva sterminare la razza ariana.  E la seconda guerra mondiale che comincia nel 1945. E Torino capoluogo della Toscana.  E il Giappone che confina con la Polonia.  E la pratica dell’infliggersi ferite che è l’autoerotismo.

L’elenco, vastamente incompleto, è fornito da Skuola Net. L’elenco delle innumerevoli ignoranze che fanno un’ignoranza come condizione di vita placidamente accettata dai più dei maturandi.  Mentre i loro fratellini più piccoli non sono da meno e li seguono nel percorso formativo: il 35 percento dei tredicenni italiani non sa esprimersi né scrivere in italiano (in Calabria non sanno l’italiano due tredicenni su tre).

Maturandi, ignoranti e irritanti.  Perché vittimisticamente, se interrogati e messi (non sia mai) di fronte alle loro responsabilità, negherebbero la manifesta ignoranza e/o ne attribuirebbero la colpa a scuola, famiglia, società, mondo, ai politici, sì ai politici… Alle inondazioni, alle cavallette, ai marziani… A chiunque questi maturandi ignoranti scaricano la responsabilità di essere ignoranti.  E per questo sono irritanti.  Per la loro non voglia di smetterla di essere ignoranti, per il loro asserito diritto di essere ignoranti, per il loro spacciare come naturale, genuino e popolare il rifiuto di conoscere e sapere. Maturanti, ignoranti e irritanti e non c’è niente da ridere, neanche sull’autoerotismo del’estetista D’Annunzio.