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L’Italia ha presentato una richiesta al Fondo di solidarietà europeo per il sostegno, per la pandemia da coronavirus. Lo annuncia un portavoce della Commissione Ue. A marzo l’Esecutivo comunitario aveva cambiato il mandato per ampliare lo scopo degli aiuti anche alle questioni che riguardano l’emergenza sanitaria. La Commissione Ue attende ulteriori domande e dal 24 giugno le valuterà come un pacchetto, per poi presentare gli aiuti finanziari al Parlamento e al Consiglio europeo.

L’Italia è il primo Paese a presentare domanda di aiuto finanziario al Fondo di solidarietà dell’Ue. Nella sua lettera Roma annuncia che i dettagli sulla richiesta di assistenza arriveranno nelle prossime settimane, spiega il portavoce. Il mandato del Fondo di solidarietà europeo, di solito dedicato all’assistenza in caso di disastri naturali, è stato ampliato per aiutare a finanziare le spese per aiuti sanitari. Le domande degli Stati membri possono essere presentate fino al 24 giugno, e la Commissione europea si “prenderà il tempo per un’analisi accurata” e per “fare in modo che la distribuzione degli aiuti” sia equilibrata. I tempi del finanziamento “realisticamente” sono dopo l’estate.

PATUANELLI, 10 MLD FONDO PERDUTO PER4,6 MILIONI PMI

Nel prossimo decreto aprile ci saranno “15 miliardi di indennizzi diretti alle imprese a fondo perduto: 5 miliardi per la riconferma dei 600 euro che diventeranno 800 nella seconda mensilità, poi 10 miliardi a fondo perduto per le microimprese”. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli a Quarta Repubblica su Rete 4, spiegando che si tratta di aiuti per “4 milioni e 600 mila imprese, il 96% delle imprese italiane”.

DL APRILE: IN ARRIVO 5 MLD PER RICAPITALIZZARE PMI

Circa 5 miliardi per consentire allo Stato di entrare nel capitale delle Pmi che intendano rafforzarsi per superare l’emergenza Coronavirus. E’ questa, secondo quanto apprende l’ANSA, l’entità di risorse che il governo punta a destinare alla misura, che sarà inserita nel decreto di aprile insieme alle norme per consentire a Cdp di entrare a tempo nelle grandi imprese in difficoltà. Anche nel caso delle aziende tra 10 e 249 dipendenti lo Stato entrerebbe a tempo, uscendo entro 6 anni. Per le imprese più piccole invece ci saranno i ristori a fondo perduto.