Cose dette o non dette. Lasciate "intendere", magari. Che rischiano, però, di scatenare un terremoto. E' accaduto ieri mattina quando Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute, intervistato ad Agorà Estate (Rai3), parlando di due scadenze importanti - la riapertura delle scuole (14 settembre) ed il d-day elettorale (20 e del 21 settembre) - ha dichiarato: "se la circolazione del virus riaumenta ci troveremo nelle condizioni in cui sono messe a rischio" sia il ritorno in classe, sia le votazioni, ribadendo che "dobbiamo mettere sotto controllo questa curva epidemica che si è rialzata. Da noi si è rialzata poco ma in altri Paesi, come la Spagna e la Croazia, si è rialzata moltissimo. Ecco, in quei Paesi oggi non si potrebbe votare. In Italia ancora sì". Immediata, all'indirizzo dell'ex presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, è arrivata una montagna di critiche. E non solo dai partiti di opposizione. "Il governo smentisca immediatamente quanto dichiarato dal consigliere del ministro o è lecito pensare che sia già volontà dell'esecutivo rimandare l'apertura delle scuole e le elezioni regionali", hanno attaccato i deputati di "Cambiamo con Giovanni Toti", Stefano Benigni, Manuela Gagliardi, Claudio Pedrazzini, Alessandro Sorte e Giorgio Silli. "Basta terrorismo psicologico" hanno aggiunto. A ruota ecco arrivare Davide Faraone, presidente dei senatori di Italia Viva, il quale, su Twitter, ha sbottato: "Ogni giorno si alza uno e spara. Decide il Parlamento, basta improvvisazione". Quindi è stata la volta di Forza Italia con la presidente dei senatori Anna Maria Bernini, dare fiato alle trombe: "Il governo smentisca immediatamente l'ipotesi di un nuovo rinvio delle elezioni. Anche solo accennare a questo rischio costituisce infatti una minaccia inaccettabile alle basi stesse della democrazia". Quindi, durissimo, l'affondo del leader della Lega, Matteo Salvini, secondo cui è "irresponsabile ipotizzare il rinvio delle elezioni e la chiusura delle scuole, questo terrorismo danneggia l'Italia. Invece di aprire la bocca, chiudano i porti". Sulla stessa lunghezza d'onda infine Maurizio Lupi, deputato centrista: "le scuole non si chiudono più, perché sono la principale risorsa che abbiamo in questo Paese" e Ricciardi "la smetta di dare incertezze su questo". Dal canto suo, il consigliere del ministro ha provato a fare chiarezza ed a smorzare sul nascere la polemica precisando di non aver "mai detto che riapertura delle scuole ed elezioni sono a rischio in Italia". "Le scuole - ha spiegato - riapriranno e si sta facendo di tutto per riaprirle in sicurezza. Parlavo di altri Paesi dove la curva dei contagi si è rialzata in modo preoccupante. In Italia, fortunatamente, non è ancora così e dobbiamo fare di tutto per tenere la situazione sotto controllo". Ma ormai la frittata era già stata fatta.

STEFANO GHIONNI