Papa Francesco.

"La chiesa deve essere come Dio sempre in uscita, quando non è in uscita si ammala dei tanti mali che abbiamo nella chiesa. È vero che quando uno esce c’è il pericolo di un incidente, ma è meglio una Chiesa incidentata perché uscita ad annunciare il Vangelo che una chiesa malata da chiusura. Dio esce sempre, perché è padre, ama. La chiesa deve fare lo stesso, sempre in uscita". Lo ha detto Papa Francesco, prima dell’Angelus, introducendo la preghiera mariana.

"Le nostre comunità sono chiamate ad uscire dai vari tipi di ‘confini’ che ci possono essere, per offrire a tutti la parola di salvezza che Gesù è venuto a portare. Si tratta di aprirsi a orizzonti di vita che offrano speranza a quanti stazionano nelle periferie esistenziali e non hanno ancora sperimentato, o hanno smarrito, la forza e la luce dell’incontro con Cristo", ha precisato Papa Francesco, ricordando che "l’odierna pagina evangelica narra la parabola dei lavoratori chiamati a giornata dal padrone della vigna. Attraverso questo racconto, Gesù ci mostra il sorprendente modo di agire di Dio, rappresentato da due atteggiamenti del padrone: la chiamata e la ricompensa".

"Prima di tutto la chiamata. Per cinque volte il padrone di una vigna esce in piazza e chiama a lavorare per lui: alle sei, alle nove, alle dodici, alle tre e alle cinque del pomeriggio. È toccante l’immagine di questo padrone che esce a più riprese sulla piazza a cercare lavoratori per la sua vigna. Quel padrone rappresenta Dio che chiama tutti e chiama sempre. Dio agisce così anche oggi: continua a chiamare chiunque, a qualsiasi ora, per invitarlo a lavorare nel suo Regno".

Durante l’Angelus il Pontefice ha quindi fatto un accenno ai giovani: "Oggi in Italia ricorre la giornata dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Incoraggio a sostenere questa importante istituzione culturale, chiamata a dare continuità e nuovi ruoli a un progetto che ha saputo aprire la porta del futuro a molte generazioni di giovani. È quanto mai importante che le nuove generazioni siano formate alla cura della dignità umana nella casa comune".

Al termine Papa Francesco ha quindi annunciato che il Congresso eucaristico internazionale, che avrebbe dovuto svolgersi a Budapest nei giorni scorsi, "è stato rinviato all’anno prossimo, dal 5 al 12 settembre", sempre nella capitale ungherese.

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