Giuseppe Conte

Emergenza Covid, la curva dei contagi non accenna a diminuire. E così il Paese si appresta a conoscere l’applicazione di un nuovo corpus delle misure restrittive. Insomma: un altro Dpcm con una nuova e più decisiva “stretta“. Ad annunciarlo, il premier Giuseppe Conte nel suo intervento di questa mattina alla Camera dei Deputati, dove ha spiegato di aver anticipato le comunicazioni “così che il Parlamento possa esprimersi prima di adottare il provvedimento”. In ogni caso, ha aggiunto il presidente del Consiglio “il governo è sempre stato e sempre rimarrà consapevole della piena responsabilità di fronte al Paese”.

CONTAGI, LA SITUAZIONE PEGGIORA
“La curva dei contagi da Covid – ha esordito Conte – corre in ogni continente”. “L’Europa, all’interno di un quadro globale” è una delle aree più colpite dalla seconda ondata” ha aggiunto. “Nelle ultime settimane – ha poi proseguito il capo dell’esecutivo – l’incremento di casi è stato di 150 contagi per ogni 100mila abitanti ed anche nel nostro Paese la situazione è in peggioramento, la recrudescenza ha condotto ad una moltiplicazione significativa dei contagi”.

NUOVA STRETTA IN BASE ALLE REGIONI
“Alla luce degli ultimi dati” e soprattutto “della situazione particolarmente critica segnalata in alcune Regioni siamo costretti a intervenire in un’ottica di prudenza per mitigare il contagio con una strategia che va modulata sulle differenti criticità” territoriali ha quindi spiegato il premier facendo capire come, tra le misure che potrebbero essere adottate, a breve, c’è il limite agli spostamenti da e verso le Regioni con elevati coefficienti di rischio, salvo che per esigenze di lavoro, studio e salute.

I CRITERI PER IL NUOVO DPCM
“Nel prossimo Dpcm – ha quindi sottolineato – indicheremo 3 aree con tre scenari di rischio con misure via via più restrittive. L’inserimento di una Regione avverrà con un’ordinanza del ministro della Salute”. “Per l’intero territorio nazionale – ha rimarcato ancora Conte – intendiamo intervenire solo con alcune specifiche misure che contribuiscano a rafforzare il contenimento e la mitigazione del contagio”.

CENTRI COMMERIALI, MOSTRE E MUSEI CHIUSI NEI WEEK-END
“Chiudiamo nei giorni festivi e prefestivi i centri commerciali ad eccezione di negozi alimentari parafarmacie e farmacie ed edicole dentro i centri. Chiudiamo i corner per le scommesse e giochi ovunque siano, chiuderanno anche musei e mostre“.