Palazzo Chigi, sede del governo italiano (foto depositphotos)

Il piatto piange, i numeri languono. La caccia ai "responsabili", o "costruttori" che dir si voglia, non ha dato i frutti sperati. E così per l'esecutivo giallorosso, il futuro si prospetta a tinte grigie, con una maggioranza numerica a dir poco risicata in Senato. A meno che Pd, Leu e 5Stelle, le tre gambe del "Conte bis", non vogliano riaprire a chi quella crisi l'ha pur sempre provocata: Italia Viva. Per la verità Dem e Leu sarebbero pure propensi a riaccogliere il "figliuol prodigo" renziano.

DAI 5STELLE PORTE IN FACCIA AD IV
Non così, tuttavia, i 5Stelle, che su Iv sembrano aver scritto la parola "fine". Attenzione però a ritenere questo atteggiamento da "porte in faccia" come definitivo e senza ritorno. Sì, perché gli stessi grillini sono attesi, dopodomani (o al più tardi, giovedì), da un voto decisivo nell'Aula di Palazzo Madama dove il guardasigilli pentastellato Alfonso Bonafede è atteso per la sua relazione sullo stato della giustizia.

LA MAGGIORANZA RISCHIA DI ANDARE SOTTO
Stando ai soliti beninformati di turno, i numeri al Senato a sostegno del ministro pentastellato, in vista del voto, sembrano di ora in ora, assottigliarsi . E se tutti gli scettici dovessero confermare il "no", la maggioranza rischia questa volta di andare sotto.

CHI POTREBBE VOTARE A FAVORE
Appare infatti improbabile per la maggioranza riuscire nuovamente a bissare i 156 voti favorevoli alla fiducia incassati la scorsa settimana. Ad oggi, i sì certi a sostegno di Bonafede, sulla carta (ed escludendo possibili assenze giustificate), sono in tutto 145 così ripartiti: 36 Pd, 92 M5S, 6 Leu, 5 Maie e 6 su 8 delle Autonomie, dal momento che Casini ha spiegato che sarà difficile il suo voto favorevole e sulla presenza della senatrice a vita Elena Cattaneo non si hanno certezze. La stessa senatrice a vita Liliana Segre, arrivata a Roma martedì scorso proprio per votare la fiducia al Conte bis, molto difficilmente sarà tra i presenti in Aula, anche se non è escluso che possa esserci.

LA PATTUGLIA DEI CONTRARI
I voti contrari (sempre sulla carta, s'intende, e al netto di eventuali assenze) sono invece 136 così suddivisi: 19 FdI, 63 Lega e 54 Forza Italia, compresi i 3 Udc, con Saccone che ha annunciato il suo no. Ci sono poi i 2 senatori di Idea Cambiamo, che farebbero salire i "no" a 138. A questi numeri, tuttavia, potrebbero sommarsi i 18 senatori di Italia viva e probabilmente quello di Riccardo Nencini che invece in extremis aveva votato sì alla fiducia martedì scorso.

COSA FARA' IV IN AULA?
Per la verità, fonti parlamentari giallorosse ipotizzano anche una nuova astensione da parte dei renziani. Tuttavia, qualora i senatori di Iv dovessero votare contro, il fronte del "no" al guardasigilli arriverebbe a toccare quota 156.

MERCOLEDI' AL SENATO VOTO SULLA GIUSTIZIA 
Ora, manco a dirlo, la bocciatura della relazione sulla giustizia, equivarrebbe, per Bonafede, ad un defenestramento immediato. E per il premier Conte, già paurosamente in bilico, si aprirebbe un "grattacapo" in più che, alla fine, potrebbe anche portarlo al "rompete le righe" definitivo. Ecco perché un "aiutino" da parte della pattuglia di senatori renziani non dispiacerebbe poi così tanto alla componente pentastellata. Ed è (anche) proprio per questo che dagli ambienti del Nazareno c'è chi, in queste ore, sta spingendo forte per un riavvicinamento con gli ex alleati di Iv.

MARCUCCI: SI' A DIALOGO CON I RENZIANI
"Il presidente Conte ha fatto molte cose buone e, come tutti gli esseri umani, ha sbagliato alcuni passaggi. Ciò detto, il quadro è chiaro: c'è una crisi difficile e assurda. Inutile girarci attorno. Bisogna evitare come la peste il ritorno alle urne. Ma non per meri calcoli elettorali, bensì per l'Italia. Quindi, noi democratici siamo con Conte. Ma lui riprenda il dialogo con Italia Viva. Sia dinamico" ha detto, non a caso, in un'intervista al quotidiano QN il capogruppo Pd a palazzo Madama Andrea Marcucci. "Conte - ha spiegato ancora l'esponente del partito di Zingaretti - deve dare al Paese una maggioranza che governi e affronti le sfide che abbiamo davanti. Ci vuole una ricucitura con Italia viva. E il premier agisca in tal senso".

L'ESPONENTE DEM: ESISTE PUNTO DI EQUILIBRIO
Per Marcucci "i fatti sono che Matteo Renzi è in gran parte il responsabile della crisi. Non ha guardato con sufficiente attenzione al quadro complessivo. Però poi bisogna aggiungere che esiste un punto di equilibrio".

MORASSUT (PD): "SERVE RESPONSABILITA' DA IV"
"Il Pd non minaccia le elezioni, ma le elezioni possono essere l'esito di una situazione complicata che si è venuta a creare non per colpa del Pd. Con Italia Viva il dialogo non si è mai interrotto ma serve, da parte loro, una responsabilità che in queste settimane non c'è stata" gli dà man forte il sottosegretario all'Ambiente, Roberto Morassut, intervenendo a SkyTg24.

GIUDIZIO POSITIVO SU CONTE
"Il Pd - prosegue il sottosegretario - dà un giudizio positivo sul lavoro svolto dal Presidente del Consiglio. Conte è un punto di equilibrio per questa maggioranza e figura centrale per un eventuale dialogo con altre forze che a questa guardano. Il Pd ha avanzato le sue proposte, anche talvolta discordanti con quelle del premier, mantenendo un ruolo di pungolo e mediazione. A Italia Viva non abbiamo mai chiuso le porte ma non si può aprire una crisi e poi rientrare come se nulla fosse accaduto".

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