Governo, il premier Mario Draghi (foto di Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Dopo una maratona di oltre tredici ore, Mario Draghi incassa la fiducia del Senato. Il professore ha ottenuto 262 voti favorevoli al termine della ‘chiama’, a fronte di 40 voti contrari e di due astenuti.

La maggioranza era di 153 voti a favore ed è stata ampiamente raggiunta e superata, come nelle previsioni, nonostante diversi senatori del Movimento Cinque Stelle (quindici in tutto) abbiano votato no in contraddizione con il voto espresso dagli iscritti alla piattaforma Rousseau.

Domani si replica alla Camera. Il voto finale sulla fiducia è atteso intono alle 20, poi Draghi avrà il definitivo via libera per governare.

E dunque il governo Draghi ha ricevuto la fiducia con 262 senatori favorevoli, 40 voti contrari (15 del M5S) e 2 astenuti. “Questo governo conferma l’impegno di andare nella direzione” dell’inserimento nella Costituzione dei “concetti” di ambiente e sviluppo sostenibile su “cui sta lavorando il Senato con un progetto di legge”. E “confermo che il Parlamento sarà informato in modo adeguato e tempestivo sul complessivo programma e sulle politiche specifiche di intervento”.

Mario Draghi aveva iniziato la sua replica in Senato alle 20.40, con il microfono spento. Le prime parole sfuggono all’emiciclo di Palazzo Madama e subito si avvicina Federico D’Incà, ministro dei rapporti con il Parlamento, nella veste di ‘microfonista’. “Scusate, devo ancora imparare…”, si giustifica il premier, prima di riprendere il suo intervento. Dallo sviluppo sostenibile al “rischio di perdere il patrimonio della cultura. Molto è stato fatto per assicurare ristori adeguati, ma serve fare molto di più. Il ritorno alla normalità deve riguardare anche la cultura. È imprescindibile per la crescita e il benessere del Paese”, ha sottolineato nella replica al Senato, spiegando che al G7 ci sarà una sessione di lavoro dedicata alla cultura.

E poi il turismo: “Alcune imprese rischiano di non riaprire dopo la pandemia, ma non è questo il caso del turismo. Occorre investire in questo settore, quei soldi tornano indietro”. E ancora applausi e la risposta di Draghi: “Vi ringrazio per la stima ma questa stima occorrerà misurarla dai fatti dei risultati del governo da me presieduto”.