Frodi, furti, spedizioni illegali e liste VIP sono le nuove “varianti” del virus che offuscano la vaccinazione in un’America Latina che, oltre a raddoppiare gli sforzi contro la pandemia, deve ora lottare per fermare le irregolarità, le frodi e la onnipresente presente corruzione.  Come se le oltre 50 milioni di persone infette da coronavirus che il continente latino possiede fossero pochi. Come se i problemi legati all’economia e alla lentezza nel processo di vaccinazione non fossero abbastanza. A febbraio si sono aggiunte le sempre più frequenti denunce di dosi”mancanti” e politici immunizzati nonostante non siano operatori sanitari o adulti più anziani. Più che l’illegalità, ciò che esiste in modo profondamente radicato nella società in America latina è la corruzione e l’elevata capacita’ di cedere facilmente a sollecitazioni ed aspirazioni egoistiche.  Purtroppo e ‘anche vero che la maggior parte delle misure contro la corruzione hanno cercato di rafforzare le azioni punitive e non tanto i fattori di controllo sociale lavorando sull’etica dell’individuo. E ‘infatti offrendo modelli altamente morali ed etici che la corruzione non trova piu’ fondamento nel cuore dell’uomo.  

In termini morali c’è una mancanza di consapevolezza dell’effetto che situazioni di acquisizione   fraudolenta del vaccino hanno sulla società.Per alcuni storici, la corruzione in America Latina, ha la sua origine nel modo in cui era  costituita la società coloniale, altamente gerarchica, anche a causa di questioni razziali.Questo fatto ha generato una serie di privilegi che, indistintamente, sono stati mantenuti nel tempo e fa credere ad alcuni di essere al di sopra degli altri a causa del colore della pelle, del livello economico o della discendenza. Ma i tempi stanno cambiando per fortuna. E anche se qualche furbetto e’riuscito ad eludere i controlli ed ha “imbrogliato”, gli scandali sono stati resi pubblici e i media hanno scritto pagine e pagine su questi episodi. Il mondo cambia e questo e’un bene. Un anno di coronavirus in Sudamerica. Il 26 febbraio 2020 e’ stata una data da non dimenticare per l’America Latina. Quel giorno, il Brasile ha confermato il primo caso di covid-19a San Paolo e da allora la pandemia si è stabilita nella regione. Dopo un anno, sempre a febbraio è scoppiato lo scandalo in quattro città del Paese dopo che i parenti di alcune persone anziane hanno riferito che gli operatori sanitari avevano inserito l’ago nel braccio dei loro parenti ma senza aver iniettato il medicinale.Un video registrato nella città di Petrópolis, nella regione montuosa di Rio de Janeiro, in cui si osserva una donna anziana che riceve un’iniezione con una siringa vuota, ha suscitato indignazione e ha costretto sia il Ministero della Salute che la polizia a indagare. A Niteroi, sempre a Rio de Janeiro, la polizia ha accusato di appropriazione indebita, reato che prevede pene fino a 12 anni di carcere, un’infermiera che, “consapevolmente”, non ha somministrato il vaccino a una donna di 90 anni.Il “Vacunagate” di Argentina e PerùLa vaccinazione privilegiata offerta a varie figure legate al potere in Argentina è un’altra “perla” nella collana delle irregolarità in America Latina. Il caso delle vaccinazioni vip nel paese è venuto alla luce quando il giornalista Horacio Verbitsky, 79 anni e legato a figure di spicco nel governo, ha rivelato di essere stato vaccinato senza aspettare il suo turno perché lo aveva chiesto alla sua “vecchio amico”Ginés González García, alla guida del ministero della Salute.L’evento ha portato alle dimissioni di González, accusato, come il nipote Lisandro Bonelli, che ha ricopriva la carica di Capo di Gabinetto del Ministero, dei reati di abuso di autorità, violazione dei doveri di un pubblico ufficiale e appropriazione indebita di fondi pubblici.La scintilla, già accesa, ha portato la stampa a rendere nota la famosa lista vip che includeva oltre a Verbitsky  politici, sindacalisti e imprenditori vicini al governo del presidente Alberto Fernández oltre che ad una folta lista di parenti di alcuni di loro già vaccinati.A causa delle polemiche, il nuovo ministro della Salute,Carla Vizzotti, ha deciso poi di pubblicare ufficialmente l’elenco delle 70persone vaccinate illegalmente:  funzionari del governo  ministri e altri funzionarie persone senza cariche pubbliche.In difesa del suo governo, Fernández ha definito lo scandalo “una pagliacciata” poiché, a suo avviso, “non esiste alcunr eato in Argentina secondo il quale chiunque vaccini qualcuno prima del tempo previsto puo’ essere punito.Qualcosa di simile e’ accaduto in Perù, dove il cosiddetto “vacunagate” ha permesso a 487 persone di ricevere vaccini destinati al personale sanitario che conduceva le sperimentazioni cliniche nel paese. Sebbene nell’elenco ci siano medici e scienziati, ci sono anche funzionari degli ultimi due governi, tra cui l’ex presidente Martín Vizcarra(2018-2020), i loro parenti, consulenti e “ospiti”.Su Vizcarra, il Congresso ha annunciato che promuoverála sua squalifica politica, mentre il presidente di transizione, Francisco Sagasti, ha riconosciuto il “duro colpo” che questa situazione comporta, poiché tra i vaccinati ci sono l’ormai ex ministro della Salute Pilar Mazzetti e l’ex ministro degli Esteri Elizabeth Astete.In Colombia: spedizioni illegali e carenza di vaccini La Colombia, che ha iniziato la vaccinazione una settimana fa, ha sequestrato il 13 febbraio scorso  all’aeroporto El Dorado di Bogotá, 70 dosi contro il covid-19 che una donna, che stava arrivando con un volo dagli Emirati Arabi Uniti, stava cercando di far entrare in modo illegale nel paese.

A tal proposito, il Ministero della Salute ha precisato che è l’unico soggetto incaricato di importare vaccini contro il coronavirus e che, a tempo debito, determinerà quando e quali persone giuridiche e private potranno importare, commercializzare e applicare i vaccini. 

Tempi duri per il continente Latinoamericano.   

di Francesca Porpiglia