di Matteo Forciniti

Nessuna chiusura nonostante l’avanzata del coronavirus: l’Uruguay continuerà a scommettere sul rispetto della libertà responsabile dei suoi cittadini per combattere la pandemia. A ribadirlo, per l’ennesima volta, è stato il presidente Luis Lacalle Pou ieri mattina all’Ospedale Maciel di Montevideo dove gli è stata somministrata la prima dose del vaccino anti Covid cinese Sinovac salutato con una foto di ringraziamento agli operatori sanitari pubblicata su Twitter.

Dopo aver ricevuto il vaccino il presidente ha parlato con i giornalisti escludendo la possibilità della quarantena totale come richiesto da molti (autorità mediche, opposizione) alla luce dei numeri peggiori che si stanno registrando dopo un anno di emergenza sanitaria: “Il governo non stabilirà la quarantena obbligatoria perché non crede in uno stato di polizia e perché non crede che debbano essere applicate misure di sicurezza eccezionali. Tutti gli uruguaiani sanno cosa si può fare e cosa no. Tra le misure che abbiamo preso sono state sospese le lezioni e sono stati chiusi gli uffici pubblici non essenziali. Noi riteniamo che se questi provvedimenti vengono accompagnati dai comportamenti personali saranno sufficienti”.

Nella visione dell’esecutivo la crescita dei contagi è dovuta agli ambiti dove “i protocolli non sono rispettati”. “Attualmente l’Uruguay sta vivendo un momento difficile” ha ammesso Lacalle Pou riferendosi in modo particolare ai centri di terapia intensiva del sistema sanitario la cui occupazione è entrata in zona rossa secondo gli addetti ai lavori.

Una situazione, questa, che però non potrà essere risolta solo aggiungendo dei nuovi posti letto – una misura recentemente annunciata con l’aggiunta di 129 nuovi posti– ma che deve essere accompagnata da una strategia più grande di precauzione rivolta alla società. Citando le dichiarazioni di un medico rianimatore, ha affermato: “Se aggiungiamo letti e continuiamo a comportarci allo stesso modo e non stiamo attenti, in realtà è una gara per continuare ad aggiungere letti che a un certo punto non potrà più continuare”. “Una persona che è sovraccarica di lavoro” -ha proseguito- “finisce per fare male tutte le cose, quindi bisogna essere solidali con la società e tenere a mente il personale sanitario che da un anno lavora senza sosta”.

Quasi 19mila sono attualmente i casi positivi nel paese in base agli ultimi dati del Sistema Nacional de Emergencias (Sinae) che ha appena aggiornato le sue statistiche aggiungendo nuovi casi che non erano stati riportati. Il numero di morti totali ha superato quota 900. Oltre mezzo milione di persone ha già ricevuto il vaccino, tanto Sinovac come Pfizer.