Fabio Porta

 

di Fabio Porta

Caro Direttore, 

ancora una volta "Gente d'Italia" dimostra non solo di essere un giornale con la "G" maiuscola, per tempismo di informazione e approfondimento delle notizie, ma anche uno strumento sensibile e in sintonia quando parliamo di italiani all'estero.

Mi riferisco alla notizia, da voi data in anteprima ai lettori e alla quale avete dedicato ampio spazio in questi giorni, della paventata soppressione del programma televisivo "La Giostra dei Gol" dal palinsesto di RAI Italia.

Una trasmissione nata nel 1997 che oggi può contare su una platea di almeno 50 milioni di telespettatori in tutto il mondo; la trasmissione-simbolo della RAI nel mondo che, attraverso il calcio, è riuscita negli anni a creare e saldare quel legame tra l'Italia dello stivale e quella oltre confine che spesso la sbadataggine di tante iniziative ufficiali del Belpaese rischia di compromettere.

La scelta è dettata dal mero calcolo economicistico della Lega Calcio che, mancando di rispetto a quei milioni di italiani che attraverso il calcio hanno continuato a tifare e ad amare l'Italia nel mondo, ha con un tratto di penna cancellato il pacchetto di diritti televisivi calcistici destinato agli utenti RAI nel mondo.

Diamo atto ai consiglieri RAI Laganà e Borioni di essersi spesi contro tale taglio iniquo e offensivo, nel sostanziale silenzio del resto del CdA e nella silente rassegnazione della direzione di RAI Italia.   Sì, perché tutto ciò avviene in un contesto di generale depotenziamento del principale canale televisivo di informazione per gli italiani all'estero, che anno dopo anno ha continuato a ridurre i programmi "ad hoc" e di conseguenza la tanto sbandierata "informazione di ritorno".   Un esempio di tale miopia strategica è l'assenza di una sede RAI nel continente sudamericano, dove oggi vive la comunità più grande di italo-discendenti al mondo, un bacino potenziale di utenza di oltre 60 milioni di persone.

Allora ? Intanto grazie, Mimmo Porpiglia, per avere ancora una volta suonato la sveglia ad una classe politica e manageriale spesso distratta o impegnata a guardarsi l'ombelico.   Sono certo che il tocco della campanella sveglierà qualcuno e magari ci aiuterà a restituire agli italiani nel mondo qualche ora di emozione italiana alla domenica.  Per gli italiani all'estero la "Giostra dei Gol" equivale a quello che rappresenta "Novantesimo minuto" per i residenti in Italia.   Eliminarla sarebbe un brutto segnale: ci farebbe sentire ancora una volta italiani di serie B !   Non lasciamo che questo accada.

Fabio PORTA