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L’ultima mediazione è naufragata alla fine della scorsa settimana, il rapporto tra M5s e Rousseau è sempre più destinato a risolversi in un’aula di tribunale. Emissari di Giuseppe Conte sono entrati in contatto con il notaio Valerio Tacchini. Amico storico di Beppe Grillo, Tacchini ha un consolidato rapporto anche con Davide Casaleggio e con il mondo di Rousseau, che conosce molto bene anche perché è proprio lui che negli ultimi anni ha certificato la validità e la sicurezza dei voti sulla piattaforma telematica. “Si sono parlati”, si confidavano tra loro i maggiorenti M5s, speranzosi che una schiarita fosse alle porte. Ma le trattative tra gli emissari dell’una e dell’altra parte si sono concluse con un nulla di fatto, e il sospiro di sollievo è rimasto strozzato nella gola.

La situazione si è avvitata, la spirale di disgregamento ha iniziato nuovamente ad esercitare la propria forza centrifuga e le artiglierie si sono rimesse in attività. Parte da lì la mossa di Vito Crimi. Il capo reggente ma disconosciuto ha inviato alcuni emissari alla sede milanese della Casaleggio Associati, con l’obiettivo di farsi consegnare il database degli iscritti. Missione fallita.

La risposta dei Rousseau non si è fatta attendere. Come in una commedia dell’assurdo è arrivata sul Blog delle stelle, organo politico di M5s del quale però M5s non ha le chiavi. È stata Enrica Sabatini, fondatrice insieme a Casaleggio della piattaforma, a spiegare quale sarà la linea: i dati verranno consegnati solo al legale rappresentante, e nei tempi che richiederà il raccoglimento del consenso di tutti gli iscritti, uno ad uno. Un post che continua a far discutere oggi nelle chat dei parlamentari, molti dei quali allibiti soprattutto alla notizia, comunicata sempre da Sabatini, che oltre mille attivisti avrebbero chiesto la rimozione dal blog: “È un pizzino in piena regola – commenta un senatore – un messaggio per dire tra le righe di stare attenti a come ci muoviamo”. È il deputato Aldo Penna a dare corpo ai dubbi di una larga maggioranza di colleghi: “Casaleggio coltiva ormai l’idea non più segreta di impadronirsi dell’elenco degli iscritti del Movimento Cinque Stelle. Per farne la base per un soggetto politico sotto il suo totale controllo”.

Non mancano le critiche anche a Crimi e a una gestione che in molti ritengono fallimentare di questo delicato passaggio: “Ha mandato gli emissari alla Casaleggio tipo i bravi dei Promessi sposi”. Proprio a questo proposito raccontano che Beppe Grillo abbia proposto di delegare a Luigi Di Maio la trattativa con Casaleggio, una sorta di plenipotenziario con il compito di trovare una mediazione. Ipotesi alla quale si sarebbe opposto il figlio del fondatore, deciso a legittimare unicamente il rappresentante legale del Movimento. C’è chi malignamente sostiene che sia stato Conte a non avallare questa soluzione, ma questa seconda versione non trova conferme.

“Crimi e Conte adesso procederanno con la richiesta urgente al tribunale per farsi consegnare i dati” spiega un colonnello M5s, certificando come una soluzione sia lontanissima e come tutto potrebbe concludersi in un’aula di tribunale.

In mezzo una differenza mai colmata tra la richiesta di 450mila euro di arretrati avanzata da Rousseau e i 200mila che sono arrivati a offrire gli emissari M5s, ma anche rapporti ormai segnati da sgarbi e ripicche: raccontano che a Casaleggio non sia andata giù l’ingiunzione avanzata da Crimi per la consegna dei dati, una mossa inaspettata e comunicata con una mail all’una di notte, modi e metodi che l’imprenditore ha giudicato inaccettabili.

Intanto è franata l’unica candidatura che sembrava condivisa con il Partito democratico, quella dell’ex ministro Manfredi a Napoli. Il passo indietro del professore ha tolto il terreno sotto i piedi a Conte, che si è messo alla ricerca di un piano B che al momento non compare all’orizzonte e che guarda a Bologna come ultima spiaggia per avviare il cantiere con i Dem. Sembrava tutto fatto, poi l’ingresso di un’esponente di Italia viva alle primarie ha fatto sfilare per il momento i 5 stelle: “Ma se non si fa la coalizione noi la lista non la presenteremo”, spiegano dalla città. E delle stelle rimarrebbe solo la polvere.