L'allenatore della Juve Allegri (foto depositphotos)

Il ritorno di Allegri sulla panchina della Juventus è bastato da solo a orientare i bookmakers nelle quote-scudetto del nuovo campionato. Juventus favorita. La squadra bianconera campione d’Italia è bancata a 2,25 davanti a Inter (3), Atalanta (7,50), Milan (11), Napoli (13), Roma (18), Lazio (33). La classifica delle “sette sorelle” nel campionato scorso: Inter 91, Milan 79, Atalanta 78, Juventus 78, Napoli 77, Lazio 68, Roma 62.

Dodici squadre hanno cambiato allenatore, otto hanno confermato il tecnico dell’anno scorso.

I cambi: Empoli, Andreazzoli (Dionisi); Fiorentina, Italiano (Iachini); Inter, Simone Inzaghi (Antonio Conte); Juventus, Allegri (Pirlo); Lazio, Sarri (Simone Inzaghi); Napoli, Spalletti (Gattuso); Roma, Mourinho (Fonseca); Sampdoria, D’Aversa (Ranieri); Sassuolo, Dionisi (De Zerbi); Spezia, Thiago Motta (Italiano); Torino, Juric (Nicola); Verona, Di Francesco (Juric). Gli allenatori confermati: Gasperini (Atalanta), Mihajlovic (Bologna), Semplici (Cagliari), Ballardini (Genoa), Pioli (Milan), Castori (Salernitana), Gotti (Udinese), Zanetti (Venezia).

Senza panchina: Vincenzo Montella 47 anni (ultima squadra Fiorentina 2019), Walter Mazzarri 60 (Torino 2019-20), Claudio Ranieri 70 (Sampdoria 2020-21), Marco Giampaolo 54 (Torino 2020), Gennaro Gattuso 43 (Napoli 2020-21), Antonio Conte 52 (Inter 2020-21), Rolando Maran 58 (Genoa 2020), Giuseppe Iachini 57 (Fiorentina 2020-21).

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Passiamo ai voti alle sette squadre dell’alta classifica:

ATALANTA 6,5 Tre volte terza negli ultimi tre campionati è il massimo risultato dell’Atalanta nella galoppata con Gasperini che dura da sei anni. Due finali di Coppa Italia perse contro Lazio e Juventus. Un quarto di finale in Champions perso contro il Paris Saint Germain al 90’. La straordinaria Atalanta dal gioco intenso finora ha vinto nulla. Che cosa manca all’Atalanta per essere la squadra regina d’Italia col suo gioco irriducibile, aggressivo, entusiasmante? Forse è il “clima” da squadra provinciale a frenarne il definitivo successo. Oppure la partenza sempre “sottovoce” a limitarla. E l’ormai dichiarato traguardo della qualificazione Champions ne limita le ambizioni che dovrebbero essere da scudetto. Alla sesta stagione con la guida di Gasperini è questo l’anno-verità dell’Atalanta. La formazione orobica (3- 4-1-2) parte con due novità, il portiere argentino Musso (27 anni, 1,91, costo 20 milioni, dall’Udinese) e il difensore centrale turco Demiral (23 anni, 1,92, in prestito dalla Juventus per 2,5). I conti sono sempre in ordine con la cessione del difensore argentino Romero al Tottenham per 50 milioni. L‘Atalanta lo aveva preso dalla Juventus per 18. Problemi. Resterà Zapata? L’incostanza di Ilicic. La squadra sarà ancora intensa? Un rinforzo per il centrocampo (l’olandese Koopmeiners dall’AZ). Obiettivi di mercato l’esterno Boga del Sassuolo e l’attaccante mancino del Lilla Ikonè, 23 anni, molto veloce. Negli ultimi tre campionati, l’Atalanta ha segnato 265 gol, ma ne ha subiti 141. Il baricentro alto e l’aggressività nella metà campo avversaria con centrocampisti molto offensivi rendono la difesa vulnerabile giocando sempre uno contro uno. Un maggiore equilibrio e una più sapiente gestione delle partite, senza rinunciare alla caratteristica qualità offensiva, potrebbero portare l’Atalanta allo scudetto.

INTER 7 Via Lukaku (al Chelsea per 115 milioni) e Hakimi (al Paris Saint Germain per 68), con le casse in rosso, via Antonio Conte, sembrava un’Inter ridimensionata, in difficoltà nella difesa dello scudetto (appena conquistato dopo undici anni), la proprietà cinese non più prodiga, anzi fortemente condizionata. Invece, a parte gli innesti per rimediare alle partenze (Calhanoglu, Dzeko, Dumfries), s’è vista nelle amichevoli una squadra non più nella morsa di una guida feroce e ossessiva, angosciata dalla applicazione degli schemi di Conte, preoccupata di non sbagliare. S’è vista un’Inter più “libera” di giocare, più “sciolta”, più “leggera” nella esecuzione della manovra. È il “tocco” di Simone Inzaghi che ha liberato l’Inter dall’ossessione di Conte. Il modulo di gioco (3-5-2) rimane uguale (giocava col 3-5-2 Inzaghi con la Lazio), quindi la squadra non deve stravolgere le abitudini tattiche. L’olandese Denzel Dumfries, 25 anni, costato 12,5 milioni, è un esterno destro molto veloce e dal dribbling vincente. L’Inter avrà ancora una freccia sulla destra. Il bosniaco Edin Dzeko, 35 anni, preso dalla Roma a costo zero, in calo come goleador (7 reti in 27 partite nel campionato scorso), non ha la micidiale accelerazione e la capacità di sfondamento di Lukaku, ma è attaccante di grande esperienza che potrà concorrere alla piena affermazione di Lautaro Martinez. Comunque, Dzeko in gol nella prima amichevole giocata in nerazzurro. L’Inter, comunque, è a caccia di una punta più giovane (Vlahovic quotato 50 milioni, Joaquin Correa) e prolifica (Zapata). Ultima tentazione: Lorenzo Insigne (De Laurentiis chiede 30 milioni). Da non sottovalutare il centravanti di riserva in “rosa”: Pinamonti, 22 anni, 1,88. La difesa è stata la migliore del campionato scorso e dà ampie garanzie. Ma è soprattutto la nuova guida di Simone Inzaghi a rendere l’Inter più agile e imprevedibile, sicuramente in grado di difendere lo scudetto di Conte. L’Inter ospiterà il Genoa nella prima partita di campionato.

JUVENTUS 7 Il pragmatismo di Allegri per rilanciare una Juve da scudetto. Difesa più protetta (Ramsey davanti ai difensori), troppi gol presi nelle due ultime stagioni. Sarà il correttivo principale. Poco fosforo a centrocampo, ma è arrivato Locatelli. Se Allegri mette su una difesa degna erede della BBC (Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini), saltando il centrocampo e lanciando la palla in profondità, la fabbrica bianconera del gol è ricchissima per vincere: Ronaldo, Dybala, Kulusevski, Morata, Chiesa. Sarà di nuovo la Juve di Allegri. Difesa a tenuta stagna con un centrocampo difensivo, visto che l’estro scarseggia, e gli attaccanti un gol lo faranno sempre.

LAZIO 5 Dopo sei anni (miglior risultato il quarto posto nel campionato 2019-20) Simone Inzaghi ha lasciato la Lazio ed ecco Maurizio Sarri sulla panchina biancoceleste dopo un anno fermo (stipendiato dalla Juventus). C’è la difficoltà evidente a passare dal 3-5-2 di Inzaghi al 4-3-3 di Sarri, ma soprattutto a sopportare la maniacalità, l’intensità, l’insistenza e la ripetitività degli allenamenti e un gioco all’opposto di quello con Simone Inzaghi. Sarri definì Chelsea e Juventus “squadre inallenabili”. Come risolverà il problema con la Lazio è difficile prevedere. Ha preso Hysaj svincolato dal Napoli, terzino sinistro (Marusic a destra). È tornato sulla fascia destra Felipe Anderson. Sarri è alla ricerca di una soluzione per la fascia sinistra del tridente d’attacco. In partenza Correa. La Lazio insegue il serbo Filip Kostic, 28 anni, dell’Eintracht Francoforte e il gigante croato (1,90) Toma Basic del Bordeaux, 25 anni. Per la mediana un pensierino sul minuscolo uruguayano Lucas Torreira, 25 anni, 1,68, ex Sampdoria che l’Arsenal cederebbe in prestito. Muriqi e non Caicedo sarà il vice di Immobile. L’impressione che la Lazio di Sarri, tutta da costruire, andrà incontro a un campionato problematico. La Lazio giocherà ad Empoli la prima di campionato.

MILAN 7 Indisponibile Ibrahimovic, il Milan inizierà il campionato con Giroud centravanti, 35 anni, 281 gol in carriera fra club e nazionale, giunto dal Chelsea per due milioni. Un affare, nonostante l’età del giocatore. Una torre (1,92) nell’area di rigore avversaria e subito di scena e in gol nelle amichevoli precampionato. Il Milan ha perso Donnarumma e Calhanoglu, ma l’attaccante francese e il portiere Maignan (per 13 milioni dal Lilla) sono eccellenti rinforzi per Pioli, unico tecnico (con Gasperini) confermato dai grandi club. Juventus, Inter, Lazio, Napoli, Roma hanno cambiato allenatore. La continuità della guida tecnica è un valore aggiunto nel Milan. Il gioco rossonero è collaudato (4-2- 3-1 che potrebbe diventare 4-4-2). La squadra, in testa nel campionato scorso per 21 giornate, prima del tonfo a La Spezia (0-2) e nel derby con l’Inter (0-3), è ormai esperta dell’alta classifica. Il Milan è squadra-diesel. Non ha accelerazioni, ma martella l’avversario con un gioco continuo e collettivo. Avrebbe bisogno di un secondo attaccante meno confusionario di Rebic e meno evanescente di Leao. Preso il difensore del Monaco Ballo-Tourè e riscattato dal Chelsea (28 milioni) il difensore inglese di origini nigeriane Tomori, 24 anni, di grande qualità, 17 presenze l’anno scorso in maglia rossonera. Potrebbe arrivare Florenzi dalla Roma. Tonali è atteso a una stagione piena, all’altezza delle sue doti, e Kessie è la pedina forte del centrocampo (salterà l’inizio del campionato per infortunio). La prima partita di campionato per il Milan sarà a Genova contro la Sampdoria.

NAPOLI 6 Un acquisto (il trentunenne difensore brasiliano Juan Jesus, (ex Inter e Roma), nessuna cessione salvo il clamoroso addio di Lorenzo Insigne (Inter, Lazio, Tottenham, Zenit). Spalletti, senza lo scugnizzo di Frattamaggiore, avrebbe un vecchio Napoli da reinventare (4-3-3). Il gelo di De Laurentiis nei confronti di Insigne avrà ripercussione nella squadra. L’atteggiamento del presidente non crea entusiasmo. Mancano sempre un esterno sinistro di difesa (arriverà Emerson Palmieri?) e un centrocampista leader. Assente Demme per infortunio, il sostituto Lobotka non convince del tutto. Guizzi e sprazzi di un elettrico Ounas (da rilanciare dopo l’esperienza a Nizza, Cagliari e Crotone). Interessante l’esterno sinistro Machach, 25 anni, francese di origini marocchine e algerine. Generoso ma disordinato come sempre Elmas. Zielinski più vicino a Osimhen, quasi da seconda punta, come nell’ultimo periodo con Gattuso, sembra la migliore soluzione offensiva in attesa dei recuperi di Lozano e Mertens. Spalletti potrebbe orientarsi su un più rassicurante 4-1-4-1. Pressing alto e velocità della palla, andare in gol con pochi tocchi, lanci in profondità. Finché regge Osimhen (troppo generoso e scatenato, da disciplinare per evitare un crollo improvviso) tutto funzionerà. Manca una valida alternativa al nigeriano. Indecifrabile Spalletti, sguardo enigmatico, poche indicazioni secche, abile a “lavorare” la testa dei giocatori ma non a toccargli il cuore. Una guida “fredda” per eliminare i “violini” del passato. Il Napoli debutterà in campionato ospitando il neo-promosso Venezia domenica a Fuorigrotta (20,45).

ROMA 6 Effetto-Mourinho all’orizzonte. Partito Dzeko, preso per 45 milioni il colosso Tammy Abraham (24 anni, 1,96) del Chelsea, inglese di padre nigeriano, centravanti di sfondamento. Intanto, si muove alla grande il centravanti uzbeko Shomurodov (26 anni, 1,90, 18 milioni dal Genoa), elemento di rilievo. E in “rosa” premono El Shaarawy e Mayoral. C’è un nuovo portiere (il portoghese Rui Patricio, 33 anni, 1,90, 13 milioni dal Wolverhampton, ex Sporting Lisbona) e, sulla sinistra della linea difensiva, schiera l’uruguayano Matias Viña dal Palmeiras per 13 milioni, gran difensore. Recuperato Zaniolo, in infermeria Spinazzola. La Roma può solo migliorare. Gli incidenti dell’amichevole col Betis, persa per 2-5 a Siviglia, con tre giallorossi espulsi (Pellegrini, Mancini, Karsdorp), più lo stesso Mourinho, hanno fatto pensare a una squadra irrequieta, nervosa, insicura. Ma nella successiva amichevole col Casablanca è stata festa grande. La Roma ospiterà la Fiorentina per la prima partita di campionato. Amichevoli: 10-0 Montecatini, 2-0 Ternana (Carles Perez, Kumbulla), 1-0 Triestina (Zalewski), 5-2 Debrecen a Frosinone (Mayoral, Pellegrini, Zaniolo, Dzeko 2), Porto-Roma 1-1 (Mancini), Siviglia-Roma 0-0, Belenenses-Roma 1-3 (Dzeko, Zaniolo, Mayoral), Betis-Roma 5-2 (Shomurodov, Mancini), Roma-Casablanca 5-0 (Shomurodov, Mancini, Mkhitaryan, Carles Perez, Mayoral).

Di Mimmo Carratelli