Vaccini anti Covid (foto depositphotos)

Di STEFANO GHIONNI

L'immunologo elogia il Green pass: "Facciamo scuola"

L’immunologo e membro del Comitato tecnico scientifico Sergio Abrignani è intervenuto ieri durante la trasmissione condotta da Lucia Annunziata su Rai 3, 'Mezz’ora in più', provando a fare il punto della situazione su alcune questioni legate all’emergenza Covid, in particolare l’obbligo vaccinale e il Green pass. Abrignani ha però voluto soprattutto sottolineare, al di là dei ragionamenti politici su questi argomenti, come l’Italia stia facendo scuola in Europa sulla gestione Covid, anche in particolare sulla decisione, non certo popolare, di rendere obbligatorio il Green pass per i lavoratori, sia pubblici che privati, dal prossimo 15 ottobre. “Una misura eccellente, che ci fa onore”, spiega il professore della Statale di Milano, che precisa comunque come l’obbligo vaccinale sarebbe con tutta probabilità una misura migliore e più giusta ma al momento impraticabile. “La strada migliore, per la scienza, sarebbe stata imporre l’obbligo vaccinale. Ma è un’opzione impraticabile, non possiamo mandare i carabinieri a casa di un milione e mezzo di no vax”. Ed è qui che entra in gioco il certificato verde, “Il green pass ci consente comunque di mitigare al massimo i rischi”, spiega infatti l’immunologo del CTS. Ancora spiega, “il Green pass era il modo per avere le persone in sicurezza sul posto di lavoro. Chi va al lavoro non vaccinato mette a rischio gli altri lavoratori”. Non è invece d’accordo riguardo la possibilità gridata a gran voce da diversi sindacati di rendere gratuiti i tamponi. “Offrire la chance di fare un tampone gratuito a un evasore vaccinale è come dare un condono a un evasore fiscale - spiega l’immunologo - Non vogliamo regalarlo a chi ha certezze paranoidi. Gli esitanti che hanno dubbi vanno convinti in un tempo relativamente stretto. Poi ci sono persone con certezze paranoidi, no vax con cui è impossibile discutere. L’obbligo vaccinale però ha bisogno di alcuni passaggi e di un certo tempo”. Un tempo che probabilmente non esiste in questa situazione di pandemia che stiamo tutt’ora continuando a vivere. Il pericolo principale è rappresentato ancora una volta, infatti, dalle diverse varianti che si sono sviluppate negli ultimi mesi. “La variante Delta infetta il triplo del ceppo di Wuhan, sarà un problema”, spiega Abrignani e proprio per tale motivo la vaccinazione, spiega, è l’unica soluzione per evitare una nuova ondata di coronavirus.