Foto tratta dalla pagina Facebook di Antonio Tajani

Oggi lo Stato va alla prova del Sabato No Vax. Sabato No Vax ce n’è già stati, qua e là per l’Italia, a Milano ad esempio sarà il diciottesimo consecutivo. Il Sabato No Vax consiste, con alcune variazioni sul tema, in un corteo che si muove per la città rifiutandosi orgogliosamente di comunicare e concordare percorso. Corteo che in tutte le sue fila ostentatamente e programmaticamente non indossa mascherine, rivelando così la sua impronta negazionista nei confronti del Covid. Corteo che a un certo punto del cammino non disdegna il confronto vittimista con la Polizia (non ci fanno passare!) mentre punta a momentanei assedi a sedi di giornali, di sindacati, di istituzioni. Corteo qua e là fiero di portare in processione bare vuote, vuote come i manifestanti giurano siano quelle dei morti di Covid messi in scena dal potere (meriterebbero di incontrare i parenti delle 130mila vittime italiane della pandemia).

Cortei che determinano la chiusura di negozi e attività commerciali mentre passano (gli esercenti lamentano perdite del 30% di fatturato ogni sabato ferito dai cortei). Cortei che lasciano come traccia di se stessi, come una sorta di bava di lumaca, contagi diffusi e aumentati. Cortei che sono un danno manifesto alla collettività. Eppur manifestazioni che hanno diritto di essere perché il diritto a manifestare non può e non deve essere cancellato. Lo Stato deve dunque garantire il diritto a manifestare, No Vax compresi. Ma deve garantire il diritto della collettività a non vedersi sistematicamente danneggiata. Danno sanitario e danno economico e danno sociale. Come si fa? In teoria consentendo i cortei fuori dai centri storici, concordando e imponendo percorsi, obbligando a fermarsi e a limitarsi a sit in, esigendo l”uso di mascherine…

Insomma esercitando un mix di forza di persuasione e di forza di contenimento. Ma questa strategia comunicata dal governo e dal Viminale presuppone che anima e corpo, gente e idee che convergono nel sabato No Vax abbiano davvero come obiettivo solo e soltanto il manifestare il loro dissenso. Ma il Sabato No Vax non manifesta e basta, il Sabato No Vax ha mostrato e gridato che vuole il conflitto. Il Sabato No Vax esige sia legge quella che il Sabato No Vax detta come tale. L’altra legge, quella dello Stato, la considera impostura e dittatura. Quindi è facile previsione che il Sabato No Vax, a partire da oggi, cercherà lo scontro. Non faranno solo sit in, non faranno cortei solo a margine dei centri storici, non concorderanno percorsi, tanto meno metteranno mascherine. Al contrario si esalteranno nel ruolo di ribelli, ribelli di piazza.

Per la realtà e per lo Stato saranno sì ribelli ma ribelli contro la salute pubblica. E allora che faranno oggi polizia e carabinieri? Prima proveranno a convincere, quindi a contenere. Poi ancora ad ammonire. E poi ancora la forza dello Stato avrà la forza di scogliere un corteo diventato sfida eversiva? Non sarà facile usare questa forza, bisognerà farlo senza mandando un po’ di gente in Questura e nessuno in ospedale. Bisognerà usarla con decisione e rapidità, scontando sì il teatro vittimista dei No Vax ma non offrendo loro il pretesto di un graffio di troppo. Ce la farà lo Stato, ne avrà la forza questo Stato indebolito se non fiaccato dalla politica opportunista e pavida? O prima o poi, si spera più prima che poi, la questione del Sabato No vax andrà e sarà affrontata dalla discesa in piazza e marcia della stragrande maggioranza dei cittadini cui i No vax arrecano danno sanitario, sociale ed economico? Toccherà alla marcia dei vaccinati garantire l’inesistenza del diritto a far male al prossimo ogni sabato pomeriggio?

DALLA REDAZIONE