San Vito de Coto Brus è una città del Costa Rica, ha 15.000 abitanti, si trova a poco più di 300 chilometri dalla capitale San José e ha una particolarità: è stata fondata nel 1952 da un gruppo di pionieri italiani. Come ci erano arrivati? Provenienti da diverse località, da Trieste a Taranto, sotto la spinta di Vito Giulio Cesare e Ugo Sansonetti, costituirono un esempio tipico di colonizzazione agricola.

I Sansonetti fondarono la Società Italiana di Colonizzazione Agricola (SICA) con un capitale iniziale di 800.000 dollari e il governo del Costa Rica, di fronte all’iniziativa, offrì 10.000 ettari di terreno e nel 1951 fu firmato il contratto con il quale la SICA si impegnò a installare 250 famiglie delle quali il 20% costaricensi. A San Vito de Coto Brus, situata a circa 1000 metri sopra il livello del mare, non lontano dal confine con Panamá, la maggioranza degli abitanti sono di origine italiana e chi non lo è ha comunque imparato e preso le tipiche abitudini degli italiani.

Si parla ancora la nostra lingua e rappresenta davvero un piccolo pezzo d’Italia nel cuore del Centro America: certo ha bisogno solo di essere maggiormente conosciuto anche al di fuori del Paese. Ora in occasione del settantesimo compleanno della città José Maria Figueres, candidato presidenziale del Partido Liberacion Nacional, nel suo tour elettorale si è fermato a San Vito e si è soffermato proprio sulla storia della città mettendo in risalto la presenza italiana. “Faremo di San Vito de Coto Brus – la sua promessa durante il comizio – una piccola Italia nel cuore del Centro America. E con il sostegno di diverse organizzazioni porteremo anche sempre più turisti in questa bellissima zona. Sono entusiasta di quello che si può fare in questa regione. È necessario investire nel settore agricolo, ma anche che il Governo sia al fianco dei nostri produttori lavorando con le associazioni di sviluppo, con le cooperative e tutto il settore dell’istruzione”.