di ROBERTO ZANNI
Era il 1948 quando Alitalia-Aerolinee Italiane Internazionali S.p.A. inaugurò la prima tratta intercontinentale: un volo di 36 ore che da Milano faceva tappa a Roma, Dakar, Natal, Rio de Janeiro, San Paolo per finalmente arrivare a Buenos Aires. A volare era un Lancastrian, versione civile del celeberrimo bombardiere britannico. Così 74 anni fa l’Argentina e la sua capitale scrissero un pezzo di storia nella vita dei voli commerciali dell’Italia. Un ricordo ingiallito per ribadire l’importanza di questa tratta che poi da quei giorni eroici nel tempo si è rafforzata per fermarsi poi solo davanti al COVID-19. Sospeso il Roma-Buenos Aires, come tantissimi altri collegamenti nel mondo, un colpo pesante arrivato nel 2020 in piena pandemia.
Ma ora è partito il countdown perchè Italia e Argentina stanno per riavere il loro volo no stop. Dal 2 giugno infatti, una coincidenza significativa, nel giorno della Festa della Repubblica, Roma e Buenos Aires saranno nuovamente vicine. Aerolineas Argentinas ha previsto tre voli la settimana, operati con aeromobili Airbus 300-200 con capacità per 265 passeggeri, mentre ITA Airways comincerà con cinque voli tutti con Airbus A350-900 da 314 posti. Dal 2 giugno fino alla fine di luglio ci saranno così otto voli, che diventeranno dieci dall’1 agosto, data in cui la compagnia italiana ha previsto collegamenti quotidiani tra le due capitali. Alla ripresa dei voli diretti le due compagnie offriranno 5020 posti la settimana, che rappresentano il 39,25% in meno degli 8266 disponibili prima dell’arrivo del COVID e della sospensione.
Cosa rappresenta l’Italia per l‘Argentina? Sempre andando indietro alla pre-pandemia, era la seconda destinazione in Europa, sia per vacanze come motivi di famiglia, studio, business e traffico merci. Numeri forniti da ENAC (Ente per l’Aviazione Civile), dimostrano che nel 2019 sono stati 359.229 i passeggeri sulla tratta Buenos Aires-Roma, il collegamento più trafficato in Europa dopo ovviamente quello con Madrid anche se in assoluto, dati questa volta resi noti da ANAC (Administracion Nacional de Aviacion Civil)  l’Italia portava appena il 2,9% dei passeggeri in viaggio da e per il Paese sudamericano alle spalle di Brasile, Cile, Stati Uniti, Spagna, Messico, Perù, Colombia e Uruguay.
Ma c’è anche da aggiungere che ultimamente i legami tra Italia e Argentina si sono ulteriormente rafforzati e il ritorno dei voli no stop rappresenterà sicuramente una spinta ulteriore. Diverse infatti le iniziative con molteplici viaggi in Italia di politici argentini: da Santiago Cafiero, ministro degli Esteri, con una ricchissima agenda di incontri sia a livello nazionale che locale (un esempio il meeting con Attilio Fontana, presidente della regione Lombardia in particolare su un tema di estrema attualità: investimenti nell’energia) con diverse proposte sul tavolo che coinvolgono anche l’ENI. Per arrivare poi fino a Jorge Capitanich governatore della Provincia del Chaco attualmente a Roma. Strettissimi legami confermati mercoledì 18 dal colloquio avuto dal ministro dell’Economia del governo argentino Martin Guzman con l’Ambasciatore d’Italia a Buenos Aires, Fabrizio Lucentini, accompagnato dal consigliere per l’economia Marco Leone: obiettivo rafforzare ulteriormente la collaborazione economica tra le due nazioni.