Vladimir Putin (foto: Depositphotos)

…sta di nuovo invadendo il mondo, insensibilmente, in maniere anche inusitate. Erodoto, nel libro III delle sue storie, presenta un dialogo fra tre persiani sulla  migliore forma di governo da adottare dopo la morte di Cambise, grande condottiero e monarca, di cui denuncia la prepotenza. Dal greco antico, “monarca” significa “uomo che comanda da solo”, vale a dire un dittatore, un tiranno. Nel dialogo, si afferma: “Come potrebbe non essere sregolato il governo di uno solo, se gli è lecito fare ciò che vuole senza rispondere ad alcuno?” Nel 1933, Albert Einstein scrive: “Indubbiamente la crisi mondiale, e le sofferenze e le privazioni che ne risultano ai popoli, sono in qualche modo responsabili dello sconvolgimento gravido di pericoli di cui siamo testimoni. In periodi come questo, lo scontento genera odio, l’odio spinge a reazioni di violenza, rivolta e spesso anche alla guerra”. A quell’epoca, la visione profetica di Einstein fu sottovalutata, ma si avverò pochi anni dopo. In molti Paesi-chiave europei, che tentavano di risollevarsi dalle devastazioni della Grande Guerra del ‘15 – ’18, erano già assurti al potere alcuni “uomini forti”, rapidamente trasformatisi in despoti. Sappiamo cosa ne è derivato: la Seconda guerra mondiale. Nel 1945, il mondo giurò: mai più guerre. Sono passati novant’anni dal monito di quel famoso Premio Nobel, ma esso non è mai stato tanto attuale. I segnali sono chiarissimi. In Europa le destre estreme producono leader come Viktor Orban in Ungheria e Recep Tayyip Erdogan in Turchia, per non citare la recente ascesa dei partiti nazionalisti in Francia e anche in Italia. Ormai da anni, Vladimir Putin si comporta da “piccolo padre della grande Russia” di antica memoria. Lo Zar Putin, al XIV Summit del BRIC, ovvero l’organizzazione che unisce Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, ha lanciato un chiaro attacco all’attuale assetto di cooperazione del mondo occidentale sancito dagli accordi USA – Unione Europea – NATO e al sistema economico internazionale basato sul dollaro. Il BRICS rappresenta già il 25% del prodotto interno lordo mondiale; ha una propria Banca internazionale: New Development Bank – NDB BRICS, attiva dal 2016, con sede centrale a Shanghai e futura succursale a Johannesburg per l’Africa; e sta per accogliere Argentina e Iran fra i suoi membri. A fronte di tutto questo da un lato dell’Atlantico sta un’Unione Europea le cui decisioni possono ancora essere bloccate dal voto negativo di uno solo dei suoi membri; priva di una politica economica comune, finora contrastata dai risorgenti nazionalismi; senza un sistema di difesa comune e con governi chiave (Germania, Francia e Italia stessa) indeboliti dal ribollire di instabilità interne o da assurde ambizioni di partitini che non superano il 5% dei consensi, ma possono paralizzare qualunque tipo di larghe intese. Dall’altro lato dell’Oceano, la base stessa del sistema democratico statunitense scricchiola rumorosamente e si sta lentamente sgretolando a causa della conquista sempre più ampia del controllo di Stati e Corte Suprema da parte degli ultraconservatori, capaci perfino di tentare di rovesciare, con la violenza del sanguinoso assalto al Parlamento, in data 6 gennaio 2021, i risultati di una corretta consultazione democratica, al fine di reinsediare a forza sul trono Sua Maestà Trump. Questa nostra puntata settimanale di Politicamente Scorretto, sinceramente parlando, era stata ispirata dall’ultimo rigurgito di anticostituzionalità deliberato dalla Corte Suprema (vale a dire Corte Costituzionale) degli USA. Non ripetiamo i commenti già fatti sulla limitazione dei diritti femminili attraverso il rovesciamento della sentenza Roe v. Wade, datata 1973, e la cancellazione del diritto ad ottenere un aborto sotto controllo medico, di cui abbiamo già parlato. Si tratta di un’altra sentenza, datata 30 giugno, apparentemente non troppo importante, perché si “limita” a sancire che l’EPA – Environmental Protection Agency – non ha il potere di fissare il tetto delle emissioni di gas delle centrali elettriche. Tutto qui? chiederete voi. Chiariamo perché questa restrizione è così importante. La causa è stata intentata dalla West Virginia dove sta il maggior numero di miniere di carbone, chiuse in virtù del Clean Air Act di Obama e riaperte per ordine di Trump. La sentenza, ovviamente, mette in gravissima crisi la politica energetica e ambientale di Biden, consegnando ogni decisione in proposito al Parlamento degli USA, a poco più di quattro mesi dalle elezioni di medio termine in cui il partito repubblicano, ormai a trazione arci conservatrice, spera di riconquistare la maggioranza sia alla Camera dei Deputati che al Senato federale, quest’ultimo paralizzato a quota 50 repubblicani contro 50 democratici e sbloccato, ove necessario e possibile, dal voto della Vice Presidente degli USA, Kamala Harris che presiede il Senato e vota in caso di necessità. In parole povere, la Corte Suprema, composta da 9 giudici eletti a vita, quindi inamovibili, che attualmente costituita da 6 conservatori contro 3 democratici, sta legiferando al posto del Parlamento, contro le politiche dell’attuale Presidente, senza essere costretta a sottoporre all’aula di Camera e Senato gli stravolgimenti dei progetti politici di un Presidente eletto dal popolo. Ricordiamoci tutti che gli Stati Uniti sono una Repubblica presidenziale, e che le politiche e conseguenti proposte di legge arrivano dalla Casa Bianca. Questa distruzione del sistema di checks and balances è il preludio a complicazioni e infrazioni costituzionali ancora più gravi in futuro. Dobbiamo monitorare tutti quanto succede sul piano internazionale per non trovarci domani due o tre “monarchi” che ci impongano dittature inaccettabili. Ringraziamo i nostri padri costituenti perché hanno scritto una Costituzione che consente la sfiducia ai Governi che non rappresentano più i cittadini e – in questo modo – hanno garantito a tutti noi la libertà. 

CARLO CATTANEO