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Franco Esposito

Aeroporti in tilt, i taxi pure. Scioperano tutti, siamo un  Paese in agitazione totale. Voli cancellati e auto pubbliche ferme ieri e oggi. Saltano i viaggi aerei, tremila in 24 ore. L‘Italia delle cancellazioni. Come se non fosse abbastanza, i lavoratori italiani della Ryanair sciopereranno il diciassette luglio. Migliaia di cancellazioni di voli hanno imposto al dirigente responsabile delle operazioni Easy Jet di presentare le dimissioni. 

Peter Bell ha lasciato l’incarico di direttore operativo. Rimarrà temporaneamente con la compagnia per “garantire uan transizione senza intoppi”. Financial Times scrive che le dimissioni di Bell arrivano dopo che EasyJet è diventata un delle maggiori compagnie “vittime dell’ondata di disagi che ha colpito il trasporto aereo quest’anno”. 

Il vettore costretto alla cancllazione di migliaia di voli a causa della carenza di personale che ha mandato ai matti il settore questa estate. AirJet ha tagliato diecimila dei 160mila voli previsti per luglio, agosto e settembre. Il settanta per cento dei clienti spostato su altri voli entro le 24 ore dalla partenza originaria. 

Ieri si sono avuti ritardi medi nella misura di quaranta minuti e settecento decolli saltati negli aeroporti di tutto il mondo. Un terzo dei voli tagliati da vettori cinesi, statunitensi, europei. Scioperi e carenze di personale hanno causato tagli di tratte e limitazioni del traffico aereo nei principali aeroporto europei e italiani. Le previsioni per i prossimi giorni sembrano parimenti negative. 

Il mese di luglio dovrebbe proseguire all’insegna del disagio negli aeroporti. Si spera che la situazione possa migliorare attraverso eventuali assunzioni di personale o ricorrendo all’impiego dell’esercito. Come già avvenuto a Dublino e in altri scali nord continentali. Ma la situazione presenta aspetti ampiamente oscuri, in ragione anche “del conflitto sociale in atto tra vettori e operatori del settore”, sottolinea il ministro delle Infrastrutture e Mobilità sostenibili, Enrico Giovannini. 

Il ministro ha convocato le associazioni. Enac e Enav saranno impegnate in un tavolo sul trasporto aereo. “Pronti a impugnare presso il Tar qualsiasi atto o decisione che dovesse provenire dal tavolo aperto al Mms“. Enac e Enav si sono già scagliate contro l’esclusione dal confronto delle associazioni dei consumatori. 

Uno sciopero di 24 ore lo hanno annunciato piloti e assistenti di volo delle compagnie Ryanair, Ita Air e CrewLink, per domenica 17 luglio. Il motivo dell’astinenza? “Dopo gli scioperi dell’8 e 25 giugno ancora non è stato avviato da parte aziendale un confronti sulle problematiche che da mesi angustiano il personale navigante. Contratti che garantiscano condizioni di lavoro dignitose e la cancellazione del taglio degli stipendi”. 

Forti preoccupazioni desta inoltre l’onda d’urto delle agitazioni annuciate da Ryanair e dal personale della britannica EasyJet in Spagna. Programmati scioperi dal 12 al 15 luglio, dal 18 al 21, dal 25 al 28. Lunedì sono stati cancellati quindici voli Ryanair e cinque EasyJet; duecento i ritardi registrati. 

In conseguenza del fallimento dei negoziati sulle condizioni salariali, in Nord Europa novecento piloti hanno deciso di passare all’azione: cancellato il cinquanta per cento dei voli, con un impatto di trentamila passeggeri al giorno. Mentre la compagnia belga Brussels Airlines, scelta la strada delle trattative, annuncia il taglio di 675 voli tra luglio e agosto, pari al sei per cento del totale. Lo scopo è chiaro, non c’è bisogno della zingara per imbroccarlo: riduzione del carico di lavoro dei propri dipendenti. 

Fermi i taxi in Italia, ieri e oggi. Nel mirino dei rappresentanti di categoria, il Ddl Concorrenza. Accertata la fumata nera al tavolo del governo, oggi a Roma è in programma una manifestazione, partenza alle dieci da piazza della Repubblica, destinazione  a piazza Venezia, con tanto di interventi dei sindacalisti. 

Lo sciopero è confermato. Nonostante il tentativo estremo di mediazione del Ministero dei Trasporti. Esplicitata con due giornate di astinenza dal lavoro, la protesta dei tassisti è “contro il mancato stralcio dell’articolo 10 del Ddl Concorrenza”. Alla moiblitazione ha aderito la totalità delle sigle. I rappresentanti di categoria sono convinti che l’articolo 10 del Ddl “non verrà stralciato, ma modificato nelle parti non sostanziali”. Una mezza presa in giro, tout court. 

Ma nel mirino dei tassisti c’è pure “la deregolamentazione  del settore e, nello specifico, l’adeguamento dell’offerta di servizi alle forme di mobilità che si svolgono mediante applicazioni web che utilizzano piattaforme tecnologiche per l’interconnessione dei passeggeri e dei conducenti. Come recita l’articolo 10 del Ddl”. 

Senza tralasciare comunque la questione riguardante “la promozione della concorrenza, anche in sede di conferimento delle licenze, al fine di stimolare standard qualitativi più elevati”. Il nodo forse più spinosi di altri.