Dl Aiuti: il tempo stringe e in maggioranza si lavora per una difficile quadra. Le forze che appoggiano il governo Draghi si sono riunite ad oltranza, ieri, prima del voto alla Camera, per valutare possibili modifiche su due punti del testo, ovvero le norme relative al superbonus 110% e quelle relative al prezzo del gas. In pratica i punti dirimenti del dispositivo sui quali i 5 stelle hanno proposto emendamenti.

In particolare, per quanto concerne il superbonus, si sta valutando la possibilità di eliminare la responsabilità in solido delle banche concessionarie, sollevandole così da responsabilità per eventuali irregolarità correlate ai crediti ceduti. Se si dovesse raggiungere l’accordo su questa soluzione il testo potrebbe tornare in commissione Bilancio e Finanze dove si procederebbe con la presentazione di un maxiemendamento che recepirebbe la modifica e, a quel punto, il governo potrebbe anche porre la questione di fiducia alla Camera.

Altrimenti i 5 Stelle hanno già fatto intendere di essere pronti a far saltare il banco. Il tema del price cap, invece, a sua volta sollevato dai grillini, è molto più delicato dal momento che si chiede al Governo di assumere sostanzialmente una posizione politica visto che l’applicazione di un tetto al prezzo al gas dovrà essere per forza di cose presa in ambito europeo (è l’Ue che decide in materia, non il singolo Stato). Da qui la scelta di inserirlo in un apposito ordine del giorno.

Alla fine, in serata, con la discussione ancora in corso, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, ha chiesto (e ottenuto) a nome del governo, dalla Camera (che ha votato a favore), il rinvio dell’esame a questa mattina. Una decisione che ha scatenato le ire dell’opposizione. “È ora di farla finita e che questo governo da barzelletta tolga il disturbo” ha sbottato il capogruppo di FdI Francesco Lollobrigida.