di Franco Esposito

“Fermatevi, è il diavolo”, la suora di passaggio nota la scena di un bacio tra due attrici, interviene e le divide. L’anziana si fa il segno della croce. Disperata e disgustata, invoca l’intervento dall’alto, “Gesù, Giuseppe e Maria”. Seminate protesta e invocazione si allontana tra gli sguardi increduli e divertiti di attrici, attori e troupe cinematografica. 

É accaduto a Napoli.  Il video è diventato immediatamente virale. Quando le attrici Serena de Ferrari e Kylian Wilson hanno recuperato l’umana compostezza, sono comparse le telecamere. Vestite con le maglie del Napoli, le attrici si sono ritrovare al cospetto della suora, autrice di un movimento calcistico perfetto. In chiave di pressing. Una donna che ha sposato Dio, la suora, che passa poi la vita a giurargli fedeltà. 

I social hanno faticato a credere a quanto era successo. Difficile pensare che una signora prendesse così seriamente il proprio lavoro. Ormai non siamo più allenati o abituati a momenti come quello vissuto dalle due attrici a Napoli. Dove la vita talora è al limite. 

É andata così, davvero. Le due attrici stavano girando del materiale promozionale per una serie tv. Un ragazzo con la macchina fotografica ha smesso all’improvviso di riprendere la scena del bacio. Chissà, forse per timore di una scomunica da parte della suora. O che la stessa potesse sculacciare tutti, le protagoniste del bacio e gli astanti, compresi cameramen, fonici, a quanti altri. E forse la cosa si poteva chiuderla lì, evitando di scivolare nel grande mare del ridicolo. 

La Chiesa, si sa, ha dei dogmi. Le persone che ci credono hanno pari dignità rispetto a chi in quei dogmi non crede. Superfluo dire, a questo punto della fiera, che due persone dello stesso sesso debbano essere libere di baciarsi e di stare insieme, avere una famiglia e di fare come pare a loro. Viviamo in uno Stato laico, anche se spesso  non sembra. Riguardando il video, sembra anche che una donna anziana. Magari non al corrente di cosa è il mondo fuori, sappia come comportarsi. E nessuna suora dovrebbe in strada tenere un comportamento come se fosse in chiesa. 

“God doesn’t love LGBT” ha postato  sul suo suo profilo  Instagram l’attrice Serena de Ferrari. Ma un dubbio sorge spontaneo: e se tutto questa pubblicità gratuita e fortuita fose un segno del cielo? E se si trattasse di mere allucinazioni audiovisive? Dal vivo non ci capisce bene cosa dice la religiosa. Di sicuro ha pronunciato la parola “diavolo”, come è riportato in alcuni virgolettati. Con la speranza che non sia la voce del demonio. 

“Non ho visto una reazione aggressiva da parte della suora”, si compiace Antonello Sannino, dell’Arcigay di Napoli. “Piuttosto un’espressione stupita, la protagonista sembra venuta da un’altra epoca. Fa persino una certa tenerezza”. Tout court, un invito alla comprensione. Alcuni commenti sembrano addirittura meschini, con i toni qua e là dell’inquisizione, con i telefonini al posto delle fiaccole e il rimescolio solito e immancabile nel contenitore dei social. 

Bigotti o moralisti? Ormai sull’argomento non è più il caso di parlare di entrambi. La velocità del cambiamento nei costumi ha tenuto indietro un’infinità di persone. La reazione della suora al bacio cinematografico tra due donne è il risultato di due epoche che si sono incrociate e scontrate senza conoscersi. “La suora è stata catapulata all’improvviso in un’altra epoca”. Tutto qui, detto con estrema semplicità. 

O forse la reazione può essere dipesa e discesa magari da un volgare colpo di sole, in questi tempi di caldo eccezionale, con temperature insolitamente elevate? Quel caldo che sta sciogliendo ghiacciai che sembravano eterni, facendo registrare zero gradi al Monte Bianco e temperature  torride in Spagna, Francia, Portogallo, Inghilterra. E non è che in Italia siamo poi messi bene. Anche da noi si scoppia, intere regioni sono da bollino rosso, da Nord a Sud. 

Il ritorno a bomba, della  suora che si indigna per due attrici che sulla scena si scambiano un vero bacio, forse bisognerebbe parlare in maniera diversa. Non è due rette parallele debbano incontrarsi, perchè è impossibile che un evento del genere si verifichi, ma perlomeno che riuscissero a salutarsi da lontano. Sarebbe inoltre opportuno parlare con termini facili a chi è rimasto un tantino indietro. 

Lo dice anche il Vangelo: “La dignità del dubbio va sempre preferita al tormento di un errore”. Il vero peccato è la scelta di sostituire il dubbio con le certezze. 

Prosit.