di James Hansen

Negli Usa – sicuramente il paese più ‘aria-condizionato’ che ci sia – il dibattito è stato prevedibilmente associato al perdurante contrasto tra i generi che affligge i paesi anglosassoni. Gira al riguardo l’osservazione sarcastica secondo cui “Il 49% della popolazione determina la temperatura che l’altro 51% deve subire”. Mentre la battuta rispecchia la leggera predominanza delle donne nella popolazione generale americana, negli uffici la presenza femminile domina ancora più nettamente.

Di norma, sono i capi a controllare il termostato. Alcuni di questi hanno delle preferenze davvero eccentriche. Mark Zuckerberg, il “deus e dominatore” di Facebook (ora ‘Meta’), notoriamente tiene i suoi uffici a un decisamente fresco 60 gradi Fahrenheit (15° C) perché pensa che la bassa temperatura tenga “svegli” i suoi collaboratori…

Uno studio del 2019 condotto su 543 studenti universitari tedeschi che avevano il compito di risolvere problemi matematici, verbali e cognitivi lavorando in ambienti variamente climatizzati – dai 61° Fahrenheit ai 91° F (dai 16° ai 33° C) – ha effettivamente dimostrato che, entro certi limiti, Zuckerberg non ha tutti i torti: a basse temperature i soggetti maschili hanno reso di più, mentre con l’incremento del riscaldamento il loro rendimento calava leggermente.

Nel corso della stessa ricerca è però emerso che con l’aumento della temperatura cresceva invece il rendimento femminile, e di parecchio: per ogni grado in più la produzione migliorava mediamente del 1,8%, mentre il declino maschile è risultato modesto al punto da non avere significatività statistica. Ciò implica che, con un aumento di 5 gradi Fahrenheit (+2,8° C) le donne potrebbero rendere il 10% in più mentre la produzione maschile resterebbe sostanzialmente invariata.

Oltre alla constatazione che allora lo spazio per un compromesso ‘termico’ in ufficio dovrebbe dunque esserci, è piacevole poter riferire che i risultati riguardano le prove matematiche e verbali, ma non quella cognitiva. Pensiamo più o meno bene indipendentemente dall’aria condizionata o dal riscaldamento – anche se l’esecuzione magari va in pezzi…