Enrico Letta (YouTube)

Da un lato il fronte dei sindaci dem che invitano Enrico Letta a scendere in campo, candidandosi a premier. Dall’altro il “patto repubblicano” per far rimanere Mario Draghi a Palazzo Chigi, promosso dai leader di Azione e +Europa, Carlo Calenda ed Emma Bonino. Insomma, se è la compattezza quella che cerca il centrosinistra, la corsa parte certamente ad handicap. Ma procediamo con ordine.

“Enrico Letta è l’alternativa politica a Giorgia Meloni. Basta scaramucce, serve responsabilità. L’obiettivo è Partito Democratico primo partito” ha scritto, ieri, su Twitter il presidente di Autonomie Locali Italiane e coordinatore dei sindaci dem Matteo Ricci. Nemmeno il tempo di far “asciugare” il post che, nella sala della stampa estera, Bonino e Calenda presentano un programma di 14 punti da sottoporre ai potenziali alleati, a partire proprio dal Pd, ma anche ai fuoriusciti di Forza Italia tra i quali Mariastella Gelmini che ha già strizzato l’occhio al progetto.

“Noi cerchiamo – ha spiegato Calenda – un’alleanza su contenuti che non sono generici. Parliamo di rigassificatori, termovalorizzatori, revisione del reddito di cittadinanza, che vuol dire anche salario minimo. Chi ci vuole stare ci sta e noi siamo molto contenti”. Naturalmente, il patto è precluso a quanti hanno contribuito alla caduta del governo Draghi, con riferimento particolare al M5S ma anche a chi, pur avendone fatto parte, ha preso altre strade come il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Netto, in questo senso, il commento di Calenda, che interpellato sul ministro degli Esteri, ha risposto “non so proprio chi sia”. Appare invece ben avviato il dialogo col Nazareno: “Letta è una persona seria e siamo pronti a discutere”, ha sentenziato l’eurodeputato. Quanto però al candidato premier, per Azione e + Europa l’aspirante Presidente del Consiglio non può essere il segretario dem. “Cercare di forzare su questo punto chiuderebbe immediatamente la discussione. Il nostro obiettivo è convincere Mario Draghi a rimanere a palazzo Chigi, portando voti su un’agenda coerente con quella portata avanti dal suo governo” ha chiarito Calenda. A pochi intenditor…