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di Riccardo Galli

Non so voi ma ci ho prestato un po' di attenzione, magari fateci caso anche voi: non c'è spot pubblicitario che non vanti il prodotto come ecologico, naturale, realizzato senza inquinare. Tutti, dalle auto ai detersivi, dalle merendine ai gioielli. E non c'è comunicazione aziendale che non vanti la raggiunta impronta ecologica dell'azienda appunto. Tutte, dalle banche all'edilizia, dalla lavorazione del legno alla grande distribuzione dei generi alimentari. E ovviamente non c'è documento o slogan politico che non vanti e rivendichi l'assoluta e ferma priorità di scelte ecologiche. Ci siamo quindi, tutti d'accordo e convinti almeno a cominciare?

Ammoniaca e azoto - Troppe nell'ambiente le emissioni di ammoniaca e azoto. Diminuirle? Certo! E allora, diminuirle? Chi produce emissioni di ammoniaca e azoto in gran quantità? Tra le altre fonti gli allevamenti di bestiame. Quindi se si vuole meno ammoniaca e azoto occorrono meno allevamenti. Memo allevamenti? L'olanda che è la stalla d'Europa per quantità e qualità degli allevamenti ha reagito con una quasi rivolta contro la programmazione di eliminare, abbattere progressivamente una mucca su tre. La mucca, la mia mucca, le mie mucche? Facile prendersela con le miniere di carbone (peraltro i polacchi le difendono come gli olandesi le mucche). La transizione ecologica, cioè il passaggio da un modello di produzione ad uno alternativo no solo non sarà una festosa cerimonia ordinata. Se sarà, sarà un campo di lavoro e di battaglia. Con molti che faranno barricate, con avanzate e ritirate. E non senza lotte e contrasti. Forse è per questo che negli spot mentiamo a noi stessi dicendo che è cosa fatta.