di Silvana Mangione

Abbiamo sempre detto che rileggere di tanto in tanto la Costituzione è molto importante perché, ogni volta che lo si fa, si scopre qualcosa di nuovo. Altrettanto è vero di ogni legge che ci tocca direttamente. Nel nostro caso, stiamo parlando della legge n. 286 del 23 ottobre 2003, che reca: "Norme relative alla disciplina dei Comitati degli italiani all'estero".  L'abbiamo riletta con attenzione, perché ci sembrava di ricordare che l'elenco dei casi di ineleggibilità al Com.It.Es. ne contenesse uno, che riguarda direttamente il Consigliere e Vice Presidente del Com.It.Es., Consigliere del CGIE e "Deputato supplente del Parlamento uruguaiano", Aldo Lamorte. Abbiamo virgolettato quest'ultima carica, perché essa probabilmente costituisce la buccia di banana del più grosso scivolone del lider maximo. L'articolo 5 della legge 286/2003, infatti, è intitolato "Eleggibilità e composizione del Comitato" e al comma 4 stabilisce: "Non sono eleggibili i dipendenti dello Stato italiano che prestano servizio all'estero, ivi compresi il personale a contratto, nonché coloro che detengono cariche istituzionali e i loro salariati". Se il legislatore avesse voluto limitare l'ambito di quest'ultimo divieto l'avrebbe precisato aggiungendo l'aggettivo "italiane", ma non lo ha fatto. Perché? Perché il permettere che faccia parte del Com.It.Es. qualcuno che detiene una carica istituzionale estera è palesemente contrario alle finalità e alla ragione stessa dell'istituzione del Com.It.Es.,  vale  a dire la protezione dei diritti degli italiani verso l'Italia e verso le autorità del Paese in cui vivono. Ai sensi della legge istitutiva non sono quindi eleggibili i "deputati supplenti" di un Parlamento straniero, come Aldo  Lamorte. Questo divieto è tassativo e deve essere rilevato senza discussione. Lo stesso articolo prosegue citando un secondo gruppo di casi di ineleggibilità: "Non sono altresì eleggibili gli amministratori e i legali rappresentanti di enti gestori di attività scolastiche che operano nel territorio del Comitato e gli amministratori e i legali rappresentanti dei comitati per l'assistenza che ricevono finanziamenti pubblici". Questo secondo divieto, invece, è sottoposto alla valutazione del Com.It.Es.. Infatti, il Decreto del Presidente della Repubblica n. 395 del  29 dicembre 2003, che è il "Regolamento di attuazione della legge 23 ottobre 2003, n. 286, recante disciplina dei Comitati degli italiani all'estero", all'art. 6, intitolato: "Eleggibilità", recita: "Ai sensi dell'art. 5, comma 4, secondo periodo della legge, le cause di ineleggibilità sono verificate in base all'atto costitutivo e allo statuto degli enti gestori di attività scolastiche e dei comitati per l'assistenza". Il compito della verifica, per un'aberrante decisione del legislatore, ricade sul Com.It.Es., dopo che la persona ineleggibile è stata votata ed eletta! Infatti, l'art. 29 dello stesso DPR 395/2003, relativo alla "Prima seduta del Comitato", sancisce che: "Il Comitato, prima di deliberare su qualsiasi altro oggetto, anche se non è stato prodotto alcun reclamo, esamina la condizione degli eletti, ai sensi dell'art. 5, commi 2 e 4, nonché dell'articolo 6 del presente regolamento e dichiara la ineleggibilità di essi, se sussiste qualcuna delle cause ivi previste, provvedendo secondo la procedura indicata dall'articolo 7 del presente regolamento". L'articolo 7, infine, stabilisce che, al termine della procedura indicata con una serie di minuziosi passaggi: "Il Comitato delibera definitivamente e, se ritiene sussistente la causa di ineleggibilità o di incompatibilità, invita a rimuoverla o ad esprimere, se del caso, la opzione per la carica che intende conservare. Se il membro non vi provvede entro i successivi dieci giorni, il Comitato lo dichiara decaduto".  Il verbale della prima seduta del Com.It.Es. di Montevideo, presieduta da Aldo Lamorte, come membro più votato, tenuta alla presenza di SE l'Ambasciatore Iannuzzi e della Console, Dott.ssa Crugnola, che all'inizio ha spiegato gli obblighi di legge del Com.It.Es. in materia di ineleggibilità, riporta quanto segue. Il Presidente Lamorte: "Propone passare al primo punto all'ordine del giorno, criteri di compatibilità o incompatibilità dei membri eletti. In questa linea, domanda specificamente se tra i membri eletti ci sia qualcuno che abbia qualche tipo di relazione, rapporto o vincolo di lavoro con i patronati presenti nel paese e se questo fatto rappresenti, in qualche modo, una situazione di incompatibilità".  I Consiglieri che hanno rapporti con i patronati sono tre: Alessandro Maggi, Ignacio Palermo e Fabrizio D'Alessandro, ai quali il Com.It.Es. chiede formalmente con 9 voti favorevoli e 8 contrari di fornire subito una presentazione scritta dei loro compiti nei patronati. Si interrompono i lavori. I tre Consiglieri scrivono e presentano quanto richiesto.  Con 16 voti favorevoli e un astenuto,  il Com.It.Es. decide che nei loro confronti non esiste alcuna causa di ineleggibilità. Subito dopo si passa al secondo punto all'ordine del giorno: l'elezione del Presidente, fatta per alzata di mano. Con 12 voti favorevoli e 5 astenuti il Com.It.Es. elegge Aldo Lamorte. Il Comitato, quindi, nella sua prima seduta di insediamento non ha nemmeno sollevato la questione della ineleggibilità di Aldo Lamorte.  Peccato per lui, perché se il Comitato ne avesse discusso e lo avesse "assolto", confermandolo eleggibile, gli avrebbe regalato una ciambella di salvataggio, una possibile scappatoia per questa ennesima, chiara e palese, infrazione di legge. Aldo Lamorte, Consigliere e Vice Presidente del Com.It.Es., Consigliere del CGIE, deputato supplente di un Parlamento estero, nonché colpevole di un reato del quale il Com.It.Es. non vuol sentir parlare, è ancora portatore di tutte queste cariche. Il Comitato non ha adempiuto ai suoi doveri e, non avendolo fatto nel corso della prima seduta, come sancito perentoriamente dalla legge, la stragrande maggioranza lamortiana, allora presieduta dallo stesso Lamorte, si è resa colpevole di un'omissione di atti d'ufficio, alla quale si accompagnano a grappolo tutte le altre iniquità commesse, incluso l'ultimo oltraggio del sostegno aperto e inequivocabile a un reo colto in flagrante come conseguenza delle sue stesse spudorate azioni. In realtà, da quella gravissima omissione discende anche la potenziale illegittimità della costituzione e delle azioni di questo Comitato ex tunc, fin dall'inizio, e di tutte le dichiarazioni e i pareri espressi, incluso quello che contravviene alle richieste della legge sull'editoria, emesso nei confronti di Gente d'Italia. I latini dicevano "Ignorantia legis non excusat", vale a dire che non conoscere una legge non assolve il colpevole da quanto ha commesso infrangendola. Chiunque, eletto o comune cittadino è responsabile degli atti che commette contro la legge. A maggior ragione gli eletti al Com.It.Es. non possono invocare a propria discolpa la patetica scusa: "Io non parlo, non leggo e non scrivo l'italiano", che la solita maggioranza ha tentato di avallare presentando una mozione – giustamente bloccata con forza da SE l'Ambasciatore – approvando la quale la lingua ufficiale del Comitato degli ITALIANI all'estero di Montevideo sarebbe diventata lo spagnolo. La vergognosa omissione di atti d'ufficio nel corso della prima seduta mette in discussione la stessa elezione di Lamorte al CGIE, perché vi è arrivato da una posizione di forza, conferitagli dal ruolo di Presidente di un consesso al quale non era e non è eleggibile. Se il Com.It.Es. si fosse comportato come doveva, dichiarandolo ineleggibile, Lamorte avrebbe dovuto presentarsi all'assemblea elettorale del CGIE da semplice cittadino, senza nemmeno il diritto di votare per se stesso e, magari, non sarebbe stato sostenuto dai cooptati ispanofoni che ha imposto, i quali forse non hanno nemmeno capito a che cosa lo stavano eleggendo. Quanto è avvenuto può essere sanato soltanto dalla Farnesina, per quanto riguarda le prevaricazioni commesse dal Com.It.Es., e dalla Giustizia italiana per il reato in flagranza perpetrato da Aldo Lamorte e per gli eventuali altri reati di favoreggiamento ipotizzabili a carico dei componenti della maggioranza del Comitato degli ITALIANI all'estero di Montevideo.  Noi restiamo in paziente attesa che le denunce alla Procura di Roma facciano il loro corso.     

VERBALE DELLA PRIMA SEDUTA DEL NUOVO COMITES DI MONTEVIDEO, 21 Dicembre 2021

PRESENTI: Lamorte Aldo; Mezzera Roberto, Darino Mario; Supparo Eduardo; La Paz Gustavo; Micucci Pacual; Conte Antonella; Bardini Patricia; Goñi Silvana; Coronato Angelina; Musetti Roma; Rossi Rolando; D ́Alessandro Fabrizio; Santucci Ana; Palermo Ignacio; Maggi Alessandro; Antonelli Silvana.

ASSENTI: Melloni Maria Costanza.

In rappresentazione dell'Autorità Diplomatica: Ambasciatore d ́Italia, Dott. Giovanni Battista Iannuzzi; Capo della Cancelleria Consolare, Dott.ssa Alessandra Crugnola; Paola De Antonellis, Vice Commissario Amministrativo.

Ordine del Giorno:

1) verificare la condizione degli eletti, ossia che non vi siano eventuali cause di ineleggibilità o incandidabilità (art. 29 comma 5 e artt. 6 e 7 del DPR 395/2003; art. 5, commi 2 e 4, ed art. 8, comma 1 della Legge 23 ottobre 2003 n. 286);

2) elezione del presidente del Comites. Tale elezione avviene a maggioranza assoluta dei componenti. La regola generale è quella del voto palese ma è possibile decidere di procedere tramite voto segreto;

3) elezione del segretario;
4) elezione dell'esecutivo. L'esecutivo è composto da un numero di membri non superiore a un quarto dei componenti del Comitato. Il più votato dell'esecutivo svolge le funzioni di Vicepresidente. Il Presidente del Comitato va considerato nel novero dei membri componenti l'esecutivo, non come un membro aggiuntivo. L'esecutivo sarà quindi composto da quattro membri (incluso il Presidente);
5) designazione dei membri cooptati à il Comites chiede alle associazioni italiane regolarmente iscritte all'albo consolare di designare entro 30 giorni un numero di cittadini stranieri di origine italiana in misura doppia rispetto al numero di membri da cooptare (vedasi art. 7 della Legge 286/2003).

Dott.ssa Crugnola: prima di dare inizio formale alla seduta d ́insediamento del nuovo COMITES, comunica che la stessa, nella giornata odierna, sarà presieduta dal membro che ha riscontrato più voti, il Consigliere Aldo Lamorte, coadiuvato come Segretario dal Consigliere più giovane, il signor Fabrizio D'Alessandro.

Di seguito, cede la parola all'Ambasciatore d ́Italia, Dott. Giovanni Battista Iannuzzi.

Dott. Iannuzzi: manifesta piacere del fatto di essere presente nella giornata odierna, desiderando a sua volta i migliori auspici al COMITES che si insedia, nonché la possibilità di un proficuo lavoro insieme all'Ambasciata e la Cancelleria Consolare, come detta la legge.

Dott.ssa Crugnola: aderisce alle parole dell'Ambasciatore Iannuzzi, ringraziando a sua volta tutti i presenti ed augurando, in concomitanza, un proficuo lavoro al COMITES in quanto organismo, desiderando che gli anni a venire possano segnare pure un ́ottima collaborazione con le strutture diplomatiche. Ricorda altresì aver mandato una mail a tutti i consiglieri con il regolamento specifico riguardo lo svolgimento della prima Seduta Plenaria, la quale, come detto all'inizio, sarà presieduta dal candidato che ha ottenuto più voti, il quale sarà coadiuvato dal candidato più giovane nella funzione di segretario. Ricorda che i primi adempimenti saranno semplici, ovvero verificare se esistono cause di intellegibilità o incompatibilità, in seconda battuta si voterà il Presidente ed il Segretario per finalmente arrivare alla votazione dell'Esecutivo, che sarà composto da tre membri più il Presidente. Tra i membri dell'Esecutivo, poi, chi ha registrato il secondo numero di voti, ricoprirà l ́incarico di Vicepresidente. Una volta conclusi questi punti, si effettuerà la cooptazione dei membri delle associazioni italiane iscritte regolarmente all'albo consolare. Ringrazia ancora una volta i presenti e da inizio alla Seduta.

Lamorte: saluta le autorità diplomatiche presenti nonché tutti i nuovi Consiglieri eletti. Desidera rimarcare lo sforzo ed il lavoro compiuto dalle tre liste che hanno partecipato alle elezioni, tenendo presente il particolare momento di difficoltà rappresentato dalle condizioni sanitarie che tutti conoscono. Ringrazia le parole dell'Ambasciatore Iannuzzi e del Capo della Cancelleria Consolare, Dott.ssa Crugnola. Tiene a rimarcare che, aldilà di alcuni punti di stretta indole amministrativa che si cercherà di risolvere nel migliore dei modi possibili, gli sembra positivo il fatto di notare molta gente giovane, nonché molti volti nuovi. Crede senz'altro si riuscirà a lavorare nel migliore dei modi possibili, per il bene della Collettività italiana. Detto quanto, propone passare al primo punto all ́ordine del giorno, criteri di compatibilità o incompatibilità dei membri eletti. In questa linea, domanda specificamente se tra i membri eletti ci sia qualcuno che abbia qualche tipo di relazione, rapporto o vincolo di lavoro con i patronati presenti nel paese e se questo fatto rappresenti, in qualche modo, una situazione di incompatibilità.

Maggi: saluta i presenti; ricorda che, in passato, il tema si era già discusso, in occasione delle precedenti elezioni, quando si era eletto l ́anteriore Comites. Segnala che, in data odierna, ci siano almeno tre persone presenti vincolate lavorativamente ai patronati e che, in passato, ciò non aveva rappresentato un problema, che la legge sia chiara in merito.

D ́Alessandro: desidera ricordare che i patronati sono associazioni civili e che, a loro volta, in Italia, fanno parte dei sindacati. Gli stessi, poi, ricevono finanziamento dal Ministero del Lavoro. Ma che in Uruguay fanno parte di associazioni civili e che coloro che quivi lavorano non fanno parte ne sono dipendenti dello Stato Italiano.

Lamorte: affinché le cose rimangano chiare e non ci siano né inconvenienti né dubbi, manifesti o latenti, propone che ciascuno dei nuovi integranti scriva, in una breve sintesi, di che cosa si occupa, nonché quali siano i propri rapporti, lavorativi o vincolari, con associazioni, patronati e simili.

Maggi: desidera chiarire che i patronati non ricevono denaro dallo stato italiano, ma soltanto dai lavoratori italiani.

Crugnola: desidera dare dei chiarimenti che sono arrivati da Roma in merito. Chiedendo di non fare polemica ne di aprire un dibattito giuridico in questo momento, legge che, da quanto si afferma in una circolare, i patronati facciano si parte della pubblica amministrazione. Crede che se da una parte il signor Lamorte abbia il diritto di chiedere chiarimenti in merito, d ́altra parte Roma abbia detto che aldilà che determinati consiglieri del Comites facciano effettivamente parte dei patronati, a loro volta, la loro permanenza o meno dentro del Comites debba decidersi in ambito Comites, appunto. Anziché, quindi, aprire un dibattito giuridico sulla natura e caratteristica dei patronati, propone semplicemente di mettere a votazione se il Comites desideri o meno avere al suo interno dei consiglieri che, a loro volta, siano, facciano parte dei patronati. Chiarisce ad ogni modo che i patronati non siano semplicemente associazioni civili, ma che esiste chiaramente una sentenza della corte costituzionale in cui si specifica che i patronati abbiano una natura istituzionalizzata. Detto questo, tuttavia, se il Comites é d ́accordo sul fatto di integrare comunque consiglieri che a loro volta facciano parte dei patronati, problemi non ce ne siano. Propone che ognuno dei presenti faccia una dichiarazione scritta in cui si definisca chiaramente il ruolo che ognuno ha nei confronti sia di patronati od associazioni, si discuta in sede odierna e si proceda poi alla votazione, perché, altrimenti, nel caso concreto di incompatibilità, si dovrebbe rifare una nuova seduta, alla luce, ovviamente, di eventuali incompatibilità.

Dopo l ́intervento della Dott.ssa Crugnola si apre un breve dibattito tra i consiglieri presenti sul fatto se si debba procedere ad una semplice verbalizzazione su una presentazione orale di ogni singolo consiglieri circa le proprie vincolazioni con patronati ed altri tipi di associazioni od incarichi che possano eventualmente risultare in alcun tipo di impedimento riguardo compatibilità od incompatibilità, oppure sulla possibilità di fare una presentazione scritta.

Per l ́opzione presentazione scritta: nove voti.
Per l ́opzione presentazione orale (e verbalizzata): otto voti

Lamorte: chiede che, mentre ognuno dei presenti scrive una propria presentazione, ci possa essere una breve pausa.

Si concede una pausa.

Una volta conclusa la pausa, il Signor Fabrizio D ́Alessandro da lettura a tutte le presentazioni scritte.

Dalla lettura delle presentazioni risultano essere vincolati a patronati tre persone: il Signor Alessandro Maggi, il Signor Ignacio Palermo ed il Signor Fabrizio D ́Alessandro.

Lamorte: esplicita che dalle dichiarazioni scritte scaturisca comunque che le tre persone menzionate non siano rappresentanti legali di patronati né che ricoprono ruoli direttivi negli stessi, ma che sono semplicemente dipendenti dei patronati in quanto associazioni civili.

D ́Alessandro: in base all'informazione scaturita, propone quindi passare alla votazione, dalla quale risulterà se le persone menzionate siano o meno eleggibili in quanto membri del nuovo Comites.

Voti positivi: sedici Voti negativi: zero Astensioni: una

Lamorte: una volta assolto il primo punto, ed essendo tutti i presenti membri a pieno titolo del Comites, propone passare al secondo punto all ́ordine del giorno, ovvero votazione del nuovo presidente.

Si decide per la modalità del voto palese, essendo nominato come nuovo presidente del Comites l'Architetto Aldo Lamorte, con dodici voti positivi su diciassette (cinque astensioni)

Voti positivi: dodici Voti negativi: zero Astensioni: cinque

D ́Alessandro: desidera comunicare che il suo settore è più che ben disposto a lavorare per il bene della collettività; é suo desiderio, nonché del settore al quale appartiene, che questo rimanga bene in chiaro. Semplicemente, al suo settore sarebbe piaciuto una telefonata od una istanza di incontro, magari breve, una volta conclusa l ́istanza elettorale, ma che la decisone odierna non si basa in nessun tipo di personalismo.

Maggi: fondamenta il voto positivo del settore al quale appartiene non solo per il fatto che l'Arch. Lamorte sia stato il membro più votato, ma anche per il fatto che le elezioni, aldilà di certe critiche che si possano muovere, si sono svolte nel rispetto delle regole. Manifesta la volontà di lavorare e collaborare in uno spirito positivo.

Lamorte: ringrazia per la fiducia riposta nella sua persona e si dichiara più che ben disposto a lavorare per il bene della collettività.

A continuazione si passa al nuovo punto, e cioè, elezione del Segretario.

Viene proposto il nome di Patricia Bardini. Voti positivi: dodici
Negativi: zero
Astensioni: cinque

Una volta eletto il segretario, si passa all'elezione dell'Esecutivo, composto, oltre che dal Presidente, da tre membri, i cui nominativi proposti sono: Pascual Micucci, Silvana Goñi e Antonella Conte.

Voti Positivi: nove

Voti negativi: zero

Astensioni: otto.

Rimanendo, finalmente il punto "designazione membri cooptati", si decide l ́opzione se integrare o meno membri cooptati.

Voti positivi a favore dell'integrazione di membri cooptati: nove Voti negativi: zero
Astensioni: otto

Non essendoci altri punti da trattare, si dichiara conclusa la seduta.