IL COMITATO DI REDAZIONE
La grave presa di posizione di alcuni consiglieri del Comites e del presidente (L’Innominato per la Fiscalia) nei confronti de ‘La Gente d’Italia’ merita senza dubbio nuove puntate che, siamo sicuri, non mancheranno. Per esempio siamo in attesa che l’Ambasciatore di Montevideo Iannuzzi prendesse una chiara posizione pubblica nel merito: questo giornale esiste o meno? Ripercorriamo a ritroso la vicenda.
Nei giorni scorsi il Comitato degli italiani all’estero doveva dare un parere (non vincolante) al Dipartimento per l’Editoria della Presidenza del Consiglio sull’ esistenza e sull’operato di questo quotidiano. Ebbene, la maggioranza (non tutti, quindi per fortuna) ha in pratica affermato, con il proprio voto, la non esistenza di questo giornale, aggiungendo che la linea editoriale non piace. In pochi secondi, quindi, sono riusciti a screditarsi da soli.
Ma almeno hanno ‘accontentato’ il loro presidente che con noi ha, è il caso di dirlo, un conto in sospeso: mettersi in regola e pagarci la fattura delle sue pagine pubblicitarie elettorali regolarmente andate in stampa e dunque in edicola. Stiamo parlando di una cifra alquanto ridicola per un politico ‘del suo calibro’, almeno stando a sentire lui, costruttore di chiara fama e politico (supplente) del Parlamento uruguaiano. Ma a parole sono tutti bravi, al momento dei fatti, molto meno.
Queste persone però hanno anche l’offeso l’operato di una redazione che lavora tutti i giorni, 24 ore al giorno. A loro ( i 10 del Comites) non piace la linea editoriale. Certo, perché questo non è un giornale fatto di veline e di comunicati stampa, ma d’inchiesta e che per questo può dare fastidio. E ne abbiamo dato tanto, di fastidio. E continueremo a farlo. A cominciare dalla costruzione – voluta a tutti i costi – del nuovo Consolato a Montevideo. Gia’ perche’ e’ proprio da allora che sono cominciate le minacce, i “consigli” e le false denunce…. In pratica abbiamo sollevato molti dubbi sulla costruzione ricordando che i promotori ( l’allora sottosegretario agli esteri Ricardo Merlo e il suo referente in Uruguay) nella vita fanno i costruttori… Per carità non un’accusa ma una constatazione……
Un comunque lapalissiano conflitto d’ interesse…..
A molti farebbe piacere che ‘La Gente d’Italia’ chiudesse per sempre affinché ognuno possa fare quello che vuole senza ‘sentinelle del territorio, che è il nostro compito. Ha fatto sentire la propria voce la Federazione della Stampa  e  anche il mondo della politica, dal Pd (che sta preparando una interrogazione parlamentare) a Fratelli d’Italia: vogliono giustamente  sapere di più su questa vicenda. Probabilmente taluni personaggi del Comites hanno preso alla leggera la vicenda, ma forse avrebbero fatto bene a documentarsi meglio. Come gli stessi consiglieri del Comites che invece hanno preso le distanze dai ‘colleghi’ che hanno parteggiato per il parere negativo verso il giornale.
Questo giornale, è bene ricordarlo, esiste da più di 24 anni e ne ha avuti di riconoscimenti, a partire da quelli di due Presidenti della Repubblica che ci hanno premiato ( Ciampi e New York e Mattarella alla Casa degli Italiani di Montevideo…). Sappiamo bene che persona è l’attuale capo dello Stato, che ha anche nominato giusto pochi mesi fa Commendatore al Merito della Repubblica il direttore Mimmo Porpiglia. Insomma, c’è chi dovrebbe farsi probabilmente un esame di coscienza. Un giornale, inoltre, che aiuta anche l’economia, dando lavoro non solo ai giornalisti, ma a tutto l’indotto che gli gira intorno, dall’acquisto della carta alla distribuzione fino ad arrivare agli edicolanti. E c’è chi si permette di mettere in discussione in pratica l’unico quotidiano per gli italiani all’estero che ancora resiste alla crisi della carta stessa, con enormi sacrifici. Questa vicenda non può finire così e siamo certi che a breve ci saranno anche altre interrogazioni parlamentari che vorranno fare luce su una vicenda davvero triste. E squallida.
Intanto, lo ribadiamo, i nostri legali stanno preparando una corposa richiesta danni da inoltrare alla magistratura civile. ( I 10 membri del Comites stanno cercando di “sputtanare” ( perdonate il verbo ma si addice perfettamente ) questa testata – e chi vi lavora….) giurando che non esiste quindi, secondo loro, stiamo imbrogliando Voi  Lettori e il Dipartimento Editoria della Presidenza del Consiglio….
Ora basta! Chiediamo il ripristino della legalità al Comites di Montevideo.
Vogliamo giustizia!
Per il Comitato di Redazione
Stefano Casini
Sandra Equeniche
Matteo Forciniti
Roberto Zanni