Po, doppia emergenza: siccità e bracconieri. Deficit di piogge e boom di predatori.
Due sciagure, per l’agricoltura e per la pesca.

Danni incalcolabili. Per i campi assetati e per il devastante prelievo di fauna ittica. Che fare?

L’intero distretto del Po è in allarme rosso. Il deficit di piogge è del 92%. Cioè al di sotto della soglia di emergenza. Senza acqua l’agricoltura va a ramengo, non si produce e non si ha cibo.

Proprio nel periodo più importante dell’anno per il comparto agricolo. Dunque è prioritario, in questo momento storico, che si istituiscano – dove possibile – le deroghe per consentire il prelievo di acqua.

Prelievo che per l’agricoltura è la produzione di energetica idroelettrica, vista la carenza, ha una valenza imprescindibile.

Coldiretti ha fatto una stima delle perdite : un miliardo all’anno. La food valley italiana, conosciuta in tutto il mondo, lamenta un calo di produzione del 30%. Le colture più in sofferenza? Pomodoro da salsa, frutta, verdura, grano.

Compromesse le coltivazioni seminate in autunno, come orzo e frumento. E preoccupa lo sviluppo dei prati destinati all’alimentazione degli animali. È allo studio un progetto della Coldiretti, immediatamente cantierabile, per la realizzazione di una rete di bacini di accumulo con basso impatto paesaggistico.

Costruire insomma dei laghetti (senza uso di cemento ) in equilibrio con in territori per conservare l’acqua per poi distribuirla ,in modo razionale, ai cittadini, all’industria, alla agricoltura.

PREDATORI DEL PO – Sono i pirati del Grande Fiume. Bracconieri insaziabili, pescatori di frodo. Affari notevoli: 4 milioni di euro all’anno. Lo ha certificato il convegno di Gonzaga (Mantova) che ha visto la partecipazione di esperti e autorità italiane e rumene.

Si, autorità rumene, perché i vampiri calano dalla Romania ed hanno una struttura criminale piramidale di tre livelli. Pescatori illegali, trasportatori, distributori sul mercato.

Un pericolo anche per consumatori finali che trovano sulle loro tavole un pesce di fiume proveniente da battute abusive condotte utilizzando sistemi di pesca invasivi e dannosi.

I bracconieri agiscono al calar delle tenebre, utilizzano elettrostorditori e via con i furgoni , direzione Est. Ora è partita la caccia. Coinvolte quattro regioni: Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Piemonte.

Già operativa una task force, di guardia sentinelle e volontari. Coordinano le Prefetture di Bologna, Milano, Torino e Venezia. Identificati i predoni: sono Lipovani, un gruppo etnico di origine russa trasferito in Romania.

Prima di operare sul Po agivano nel delta del Danubio da dove sono stati cacciati con mitra ed elicotteri. Di qui la scelta di sbarcare nella accogliente Italia.