L’oro che vale la storia, l’oro del perfetto sincronismo sopra e sotto acqua, l’oro di un’impresa indimenticabile per il nuoto azzurro. È l’oro mondiale nel libero del duo misto del sincronizzato conquistato sotto il solleone di Budapest da Giorgio Minisini e Lucrezia Ruggiero.

Lui, 26 anni, lei 22, romani di nascita, sono compagni di club nell’Aurelia Nuoto e alle Fiamme Oro, e da tre anni vengono allenati dal direttore tecnico azzurro Patrizia Giallombardo. L’oro di ieri è il secondo in questa rassegna iridata del nuoto sincronizzato per l’Italia: lunedì scorso Giorgio e Lucrezia si erano imposti nel tecnico. Per Minisini questo è il terzo oro iridato in carriera: nel 2017 a Budapest vinse, infatti, assieme a Manila Flamini nel tecnico battendo la Russia, quest’anno assente per i noti motivi legati all’invasione militare di Mosca in Ucraina.

Minisini-Ruggiero si sono esibiti su un brano dei Maneskin che ha riproposto Beggin’, singolo dei Four Season del 1967, al quale il gruppo musicale romano ha dato una veste nuova. La coreografia dell’esercizio dei due azzurri porta la firma di Anastasia Ermakova, moscovita, quattro volte campionessa olimpica e da undici anni inserita nello staff azzurro. In questa specialità del sincronizzato, Giorgio e Lucrezia sono i primi italiani a laurearsi campioni del mondo. In passato due argenti, nel 2017 con Minisini e Mariangela Perrupato e nel 2019 con Minisini e Flamini.

Alla piscina Szechy sull’Isola Margherita della capitale ungherese, la coppia italiana ha totalizzato 90.9667 punti (27.2 per l’esecuzione, 36.6667 d’impressione artistica, 27.1 per la difficoltà) lasciando l’argento ai fratelli giapponesi Tomoka e Yotaro Sato (89.7333) ed il bronzo ai cinesi Shi Haoyu e Zhang Yijao (88.4000). “Terminare il primo mondiale con due medaglie al collo va oltre il sogno, sono contenta e adesso ci aspetta il campionato europeo in casa (a Roma, ndr) che è un evento importantissimo – ha detto raggiante Lucrezia Ruggiero –. Sarò molto emozionante, vogliamo essere protagonisti davanti al nostro pubblico”. Parla di tabù scardinato il partner Giorgio Minisini.

“Il libero è sempre stato un po’ un nostro nervo scoperto, siamo sempre stati più bravi sulla tecnica e quindi scardinare questo tabù ci libera di un altro blocco forse più mentale che oggettivo – ha affermato –. Abbiamo deciso di rivoluzionare gli esercizi per esaltare i nostri punti di forza e correggere quelli di debolezza su cui abbiamo lavorato tanto”. In merito alla musica scelta per l’esercizio, Minisini ha aggiunto, “abbiamo scelto Beggin’ dei per portare qualcos’altro di romano nel mondo, anche in previsione degli Europei in casa”.