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Ghislaine Maxwell, ex compagna di Jeffrey Epstein, è stata condannata a 20 anni dopo che una giuria di New York l’ha ritenuta colpevole di aver adescato e manipolato minorenni affinché fossero sessualmente abusate dal finanziere Epstein, suicidatosi in cella mentre attendeva un processo per la stessa vicenda. L’accusa aveva chiesto una pena tra 30 e 55 anni, la difesa una “molto sotto” i 20 anni, invocando l’infanzia della donna traumatizzata dal padre, ex magnate dell’editoria ed ex deputato britannico.

“È il più grande rammarico della mia vita aver conosciuto Jeffrey Epstein“, aveva detto l’ex socialité britannica Ghislaine Maxwell prima della lettura della sentenza nei suoi confronti nel caso Epstein. La donna ha definito il suo ex fidanzato come un “uomo manipolativo, furbo e padrone di sé” che ha ingannato tutti nella sua orbita, e si è detta “dispiaciuta” per il dolore che le sue vittime hanno subito.

La difesa aveva tentato inutilmente anche di far annullare il processo per la mancata dichiarazione da parte di un giurato di essere stato vittima di abusi. E aveva lamentato le dure condizioni di detenzione della donna al Metropolitan Detention Center di Brooklyn, paragonandole a quelle di Hannibal, il serial killer interpretato da Anthony Hopkins nel film “Il silenzio degli innocenti”. La Maxwell era stata posta negli ultimi giorni a sorveglianza anti suicidio, nel timore che si potesse togliere la vita come aveva fatto Epstein nel 2019.

L’intera vicenda, dall’arresto del finanziere a quello della sua ex fidanzata, aveva fatto tremare il mondo del jet set tra le due sponde dell’Atlantico: nel giro della coppia c’erano personaggi come Bill Clinton, Bill Gates, Donald Trump e il principe Andrea, che ha pagato un indennizzo milionario per chiudere la causa per molestie intentatagli da Virginia Giuffre, una delle “prede” di Maxwell. Una causa che aveva creato non poco imbarazzo nella corte inglese