Certi spifferi fanno un gran rumore. Ne sa qualcosa Giuseppe Conte, cui gira ancora la testa dopo l’indiscrezione di due giorni fa, a proposito della “rivelazione” di Domenico De Masi, docente emerito di Sociologia del lavoro all’università “Sapienza” di Roma nonché coordinatore scientifico della scuola di formazione del Movimento. In un’intervista rilasciata a il “Fatto quotidiano”, il professore ha infatti reso nota una “confidenza” fattagli, a quanto pare, da Beppe Grillo in merito ad una fantomatica richiesta rivoltagli direttamente dal premier Mario Draghi. Cosa gli avrebbe chiesto l’ex “numero uno” della Bce? Semplice: “Di rimuovere l’ex Avvocato del Popolo dal M5S, perché inadeguato”.

Apriti cielo!! Queste poche parole, infatti, hanno avuto l’effetto di una vera e propria detonazione all’interno della galassia pentastellata, anche se lo stesso Beppe Grillo ha cercato di buttare acqua sul fuoco, derubricandole a “storielle”. Lo stesso Draghi, al vertice Nato di Madrid, ha provato, a sua volta, a smorzare sul nascere ogni polemica: “Conte? Ci siamo parlati. L’avevo cercato e mi ha chiamato lui. Abbiamo cominciato a chiarirci e ci risentiamo per vederci al più presto. Il governo non rischia”.

Però lui, il diretto interessato, non è sembrato prenderla tanto bene. “Noi siamo una comunità, lavoriamo insieme. Trovo grave che un premier tecnico, che ha avuto da noi sin dall’inizio l’investitura per un governo di unità nazionale, si intrometta nella vita di forze politiche che lo sostengono, peraltro”, si è sfogato l’ex inquilino di palazzo Chigi, puntando i piedi. “Noi sin qui abbiamo sempre sostenuto e continuiamo a sostenerlo con lealtà, correttezza, non nascondendo i passaggi difficili per noi, che ci procurano sofferenza. Sono rimasto sinceramente sconcertato” ha aggiunto ancora.

A ruota, ecco arrivare il fuoco di fila grillino all’indirizzo del superbanchiere. “Sarebbe bene approfondire le ragioni di questa ingiustificata ingerenza nella nostra organizzazione interna” ha sbottato Aldo Penna, deputato. Ha parlato, invece, di “fatto grave, gravissimo” il suo collega Francesco Silvestri invocando “verso il M5S la stessa correttezza che noi abbiamo sempre mantenuto dall’inizio di questa difficile esperienza di governo”.