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ROMA – Non c’è un nome, perché in Inghilterra la legge in materia di privacy giudiziaria è molto rispettata. E non si sa di conseguenza nemmeno quale sia il club che ha deciso di non sospendere il suo giocatore arrestato e accusato di aver commesso più stupri. Il “caso” però è finito davanti al Parlamento britannico.

Jess Phillips, ministro ombra laburista per la violenza domestica, ha denunciato la decisione “orribile” della società e ha accusato il club di nascondersi dietro il “precedente pericoloso” stabilito dall’Alta Corte durante il caso sulla privacy di Sir Cliff Richard, che impedisce di rendere pubbliche le generalità degli arrestati, anche per reati gravi. E, in vista dell’imminente elezione del nuovo primo ministro, ha chiesto una modifica della legge per farla finita con la “scappatoia” creata da quella sentenza. “Hai una responsabilità come datore di lavoro, lo fai e basta. E fingere il contrario è orribile”, ha detto Phillips. “Suggerire di mettere quel giocatore su un aereo e pubblicizzarlo su un palcoscenico globale, mi sembra sbagliato e invia un messaggio terribile”.

I PRECEDENTI GREENWOOD, MENDY E BISSOUMA

Il club in questione ha adottato un approccio diverso da quello tenuto dal Manchester United, che all’inizio di quest’anno ha fermato Mason Greenwood dopo il suo arresto per sospetto stupro, aggressione e minacce di omicidio. Greenwood resta libero su cauzione in attesa di ulteriori indagini. Anche Benjamin Mendy, il difensore del Manchester City che si era dichiarato non colpevole di nove accuse di reati sessuali contro sei donne, è stato sospeso dal suo club. Il centrocampista del Tottenham Yves Bissouma, invece, non è stato sospeso dal suo ex club, il Brighton, dopo essere stato arrestato con un altro uomo nell’ottobre dello scorso anno per una presunta aggressione sessuale. Il giocatore è stato poi scagionato. (agenzia Dire)